Il contatore del gas e Nicola Capria

Stamattina un giovane tecnico di Italgas ha cambiato il contatore di casa. A posto del vecchio modello ne ha messo uno elettronico, tecnologicamente avanzato. Allora gli ho posto il quesito tecnologico se questo contatore è in grado di far passare il gas algerino e di bloccare quello russo. Purtroppo non sembra sia possibile. Mi sarebbe piaciuto però, e non solo per fare un passo in avanti verso la pace, per continuare a insistere sul risparmio energetico, sulle fonti rinnovabili (per giunta i rubli per pagare la bolletta non ce l’ho…). Ma dal nuovo contatore si può anche guardare all’indietro, alla storia del come mai da casa passa il gas algerino in prima battuta.

E allora il pensiero si rivolge al calabro-messinese Nicola Capria, che, da assessore regionale all’Industria e vicepresidente della Regione concluse l’importante trattativa con l’Algeria, che avviò la costruzione del gasdotto Algeria-Sicilia. Poi il socialista Capria, da ministro per il Commercio estero, assicurò il completamento dell’opera, concluse gli accordi e riuscì ad ottenere anche la realizzazione della prima tratta del gasdotto russo. Il 9 giugno 1983 si svolse la cerimonia inaugurale del nuovo gasdotto italo-algerino. Nelle foto dell’epoca si riconoscono Nicola Capria, Enzo Barbaglia, Franco Reviglio e Gianni de Michelis.

Erano tutti uomini della prima Repubblica e molti in questi giorni sono stati evocati per la loro grande e diplomaticamente raffinata capacità di stare con “un piede in due scarpe”. Non solo i democristiani, ma anche i socialisti non si sognavano manco lontanamente di uscire dalla Nato; e questo suscitava la netta opposizione di quanti invece, proprio negli anni di Comiso, erano contro la Nato e contro il Patto di Varsavia.

L’affiliazione atlantica però non impediva ad alcuni di quegli uomini della prima Repubblica di sostenere una politica estera attiva e, per così dire, multipolare. Nicola Capria inaugurava il gasdotto Algeria-Italia, quello che approda a Mazara del Vallo ed è una ricchezza “in tubolature” che attraversa la Sicilia, e allo stesso tempo trattava con l’Unione Sovietica per il gasdotto russo.

Se mi viene in sogno stanotte, gli chiederò un lume sulla situazione odierna.