Finanziamenti PNRR Scuola per il contrasto all’abbandono ed alla dispersione: non si placano le polemiche

Finanziamenti PNRR Scuola per il contrasto all’abbandono ed alla dispersione: non si placano le polemiche

Nello scorso mese di giugno il Ministero della Pubblica Istruzione ha assegnato 500 milioni di € nell’ambito del PNRR alle Scuole italiane e siciliane per attuare politiche efficaci finalizzate  a contrastare l’annoso problema della Dispersione Scolastica. Si è trattato della prima azione nell’ambito della linea di investimento per “potenziare le competenze di base di studentesse e studenti di I e II ciclo e a contrastare la dispersione scolastica, grazie a interventi mirati alle realtà territoriali e personalizzati sui bisogni degli studenti. Gli interventi si svilupperanno in 4 anni, promuovendo il successo formativo e l’inclusione sociale. Particolare attenzione sarà rivolta alle Scuole che hanno registrato maggiori difficoltà in termini di rendimento”. Il programma prevede azioni specificamente finalizzate al contrasto dell’abbandono scolastico, alla promozione del successo educativo e dell’inclusione sociale, con progetti operativi ed iniziative di tutoraggio, consulenza e orientamento attivo e professionale, che prevede lo sviluppo di un portale nazionale per la formazione online e con moduli di formazione per docenti.

Si tratta di un progetto importante ed ambizioso che, tuttavia, parte con il piede sbagliato e che, fin dall’inizio, ha fatto esplodere forti polemiche e diverse levate di scudi da parte di Dirigenti Scolastici siciliani le cui scuole, pur operando in contesti altamente a rischio, sono state misteriosamente ed ingiustamente escluse dai finanziamenti.

Gli esperti del settore hanno registrato una distribuzione a “pioggia selettiva” che appare quantomeno iniqua in considerazione delle troppe Istituzioni Scolastiche colpevolmente “dimenticate”. Dagli elenchi delle scuole “beneficiarie” sono rimaste escluse Istituzioni Scolastiche che da anni lavorano in prima fila per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica in quartieri dove riuscire a far frequentare regolarmente gli alunni è da sempre un’ impresa titanica.

Nella distribuzione dei fondi risultano presenti in maniera preponderante gli Istituti di Istruzione Superiore con la quasi totale assenza degli Istituti Comprensivi che operano in zone con una forte marginalità sociale ed in contesti territoriali ed ambientali degradati. Ciò ha comportato una forte disparità, tanto che solo un terzo delle Scuole siciliane ha ricevuto i contributi e che Istituzioni Scolastiche di Palermo, come il CEP, gli Istituti Comprensivi ”Giuliana Saladino”, “Sperone – Pertini” e “Lombardo Radice”, che comprende anche la scuola “Nuccio Verga” del quartiere Ballarò, sono clamorosamente rimasti a bocca asciutta.

Non mancano le esclusioni eccellenti nel panorama scolastico messinese. Scorrendo la graduatoria dei beneficiari non sono presenti le Scuole messinesi che operano al CEP, a Santa Lucia Sopra Contesse, a Camaro, a Villa Lina, a Giostra, a Ritiro. Risulta clamorosamente escluso anche il plesso “Pirandello”, poco distante dal Fondo Pugliatti, che ospita la Scuola dell’Infanzia di “Via Piemonte”, la Scuola Primaria “Collereale” e la Scuola Secondaria di 1° grado “Pirandello”, che fa parte dell’Istituto Comprensivo “Manzoni – Dina e Clarenza”. Si tratta di realtà in cui i docenti affrontano quotidianamente problemi di degrado ambientale, culturale, sociale anche per la presenza di un cospicuo numero di alunni extracomunitari.

Le Istituzioni Scolastiche in questione hanno dimostrato negli anni di aver saputo attuare processi virtuosi che hanno consentito di diminuire i tassi di abbandono e di dispersione, realizzando compiutamenti progetti formativi che, grazie all’abnegazione e all’impegno quotidiano, si sono rivelati idonei a contrastare efficacemente questi fenomeni, come nel caso dell’Istituto Comprensivo “Manzoni – Dina e Clarenza”, gestito dalla Dirigente Scolastica Prof.ssa Concetta Quattrocchi, che si è rivelata nei fatti scuola altamente inclusiva, anche per quanto concerne le strategie educative e didattiche attuate per migliorare l’integrazione degli alunni diversamente abili, dei BES e degli studenti DSA.  Azioni efficaci sono state parimenti messe in atto anche dalle altre Istituzioni Scolastiche escluse dai finanziamenti. Il lavoro dell’Osservatorio sulla Dispersione Scolastica indica chiaramente le scuole in cui le differenze sono più marcate ed evidenti e dove risulta più difficile garantire la presenza assidua dei ragazzi a scuola. In questo modo si rischia di vanificare e di delegittimare il lavoro instancabile di Dirigenti Scolastici ed insegnanti, che svolgono un compito prioritario nelle scuole “difficili” per garantire a tutti gli studenti le pari opportunità e il rispetto dei principi di uguaglianza sanciti dalla Costituzione.

Per l’insieme di tutte queste motivazioni i Dirigenti Scolastici degli Istituti Comprensivi del messinese che operano in contesti a rischio e che non figurano nella graduatoria delle Istituzioni Scolastiche beneficiarie dei finanziamenti, chiedono chiarezza, il cambiamento dei criteri che li hanno penalizzati e la rivisitazione delle cause che hanno determinato l’esclusione delle loro scuole ed esigono che il MIUR provveda prontamente a rimediare agli errori commessi.

GG