Il governo draghiano e il lassismo sulla pandemia

Il governo draghiano e il lassismo sulla pandemia

di Citto Saija -

Nelle intenzioni ufficiali, la grande ammucchiata del governo Draghi era nata per attuare il Pnrr e combattere la pandemia e al contempo avviare la cosiddetta transizione ecologica.

Non mi pare che il “governo dei migliori” abbia mantenuto l’impegno. Direi anzi che ci troviamo di fronte, per quanto riguarda la pandemia, ad un assoluto lassismo e il pericoloso virus si va diffondendo, con tanti decessi, in tutto il Paese nonostante il forte caldo.

Da un lato il governo Draghi (con il ministro della salute Speranza) promuove ipocritamente una vaccinazione di massa (quarta dose) per gli ultrasessantenni e dall’altro lato incrementa la diffusione del virus (nelle sue nuove varianti) con una politica lassista generalizzata.

In tutti i grandi e piccoli centri del Paese vanno moltiplicandosi assembramenti di massa senza alcun tipo di restrizioni che sarebbero utili anzi necessarie per prevenire una maggiore diffusione del virus.

Nessun invito viene fatto ai cittadini per l’utilizzo di una semplice mascherina nei grandi assembramenti canori e nei luoghi al chiuso.

Cantanti di tutte le età e per tutti i gusti si sono scatenati nelle piazze d’Italia e dopo ogni assembramento il virus si estende in incognito come una nube malefica.

I tanti fans che frequentano questi grossi assembramenti, naturalmente, torneranno nelle rispettive case e infetteranno quei poveri disgraziati che, pur con la terza o quarta dose, si ammaleranno di covid.

Il lassismo governativo sulla pandemia è sotto gli occhi di tutti e non appare alcuna voce di dissenso né da parte dei sindaci né tanto meno da parte delle autorità sanitarie nazionali e regionali.

Dopo questa breve premessa sulla situazione generale, vorrei soffermarmi su quanto succede nella nostra Regione e in particolare nella città di Messina.

Nei singoli Comuni i sindaci avrebbero l’autorità per tutelare la salute dei cittadini, ma nulla fanno. Anzi organizzano i cosiddetti “eventi”!

Nei due precedenti anni di pandemia, nella città di Messina, il sindaco De Luca detto Cateno era sempre in piazza, agli sbarcaderi e in televisione per difendere la salute dei cittadini e per aiutare le famiglie in difficoltà.

Oggi la sua amministrazione in continuità (attraverso i cloni), ignora completamente il problema.

Quasi a livello bulimico il suo assessore allo “spettacolo” (cosa significa?), “esperto” di eventi, organizza in piazza Duomo assembramenti senza alcun accorgimento sanitario. Nessuno riesce a bloccare questo pericolo pubblico per la salute dei messinesi.

Mi chiedo: il sindaco Basile ignora che gli assembramenti non necessari in piazza Duomo possono aiutare il virus a diffondersi? Ha chiesto un parere alle autorità sanitarie che, in parte, come sostenevo in un precedente articolo, hanno paventato una maggiore circolazione del virus?

Un’altra domanda che tanti credenti messinesi si pongono è quella sulla necessità di fare quest’anno la festa della Vara.

Come sostenevo nell’articolo citato, la Vara, per le sue caratteristiche, è oggi incompatibile con la realtà pandemica che stiamo vivendo.

Nessun sanitario degno di questo nome potrà dimostrare che il grande assembramento della Vara non aumenterà la diffusione del covid fra i nostri cittadini. Questa dimostrazione non potrà venire né dalla prefettura che ovviamente segue e attua la politica del governo né dal sindaco o dall’assessore alla cultura né tanto meno dall’arcivescovo che avrebbe l’autorità, derivante anche dalle decisioni della Conferenza episcopale siciliana che lascia libertà ai vescovi, di bloccare anche quest’anno, per ovvi motivi, la Vara.

Come già sostenevo la Vara non è una normale processione dove, volendo, si possono mantenere le distanze e usare la mascherina. La Vara è qualcosa di diverso e non può svolgersi in sicurezza per la salute dei fedeli e dei cittadini.

Né il governo (che può dare anche il suo patrocinio che non capisco) né l’amministrazione comunale di Messina, che tutto strumentalizza, possono obbligare la Chiesa messinese a fare la processione della Vara in piena pandemia.

Mi piacerebbe ascoltare una qualche giustificazione da parte ecclesiastica o anche personale da parte di singoli parroci o laici cattolici che si pongono il problema sostanziale della salute dei messinesi.

L’ipocrisia del silenzio non è accettabile né dovrebbe far parte della prassi di una Chiesa che vorrebbe essere sinodale e quindi partecipata.