Italia chiama, Cuba risponde
La solidarietà dimostrata dalla piccola, grande isola durante la pandemia, si è trasformata oggi in un altro atto concreto. Ma se la pandemia è stata una crisi imprevedibile, oggi la risposta di Cuba arriva per coprire le inefficienze dovute ai tagli che governi di centrosinistra e centrodestra hanno imposto in questi anni.
In Calabria è stato siglato un accordo che permette a 500 medici cubani di supportare la sanità pubblica. Medici cubani chiamati a coprire le carenze strutturali della malagestione, della follia del numero chiuso che rende la carenza di medici cronica.
Cuba, nonostante più di sessant'anni di Bloqueo e sanzioni imposte unilateralmente dagli Stati Uniti, continua a tenere fede al principio martiano di solidarietà internazionalista dimostrando che la sanità pubblica non solo funziona, ma è anche in grado di prestare aiuto dove c'è bisogno.
Un ringraziamento al personale sanitario cubano e una riflessione sul tema sono d'obbligo.
Noi di Unione Popolare sappiamo che serve un investimento pubblico sulla medicina e sulla ricerc, oggi oggetto di speculazione. Per questo vogliamo la ricostruzione del Servizio Sanitario Nazionale unico per tutte le regioni, superando la controriforma del 2001, eliminando l'aziendalizzazione e tornando alle USL con controllo democratico del territorio. La pandemia, e i medici cubani, ci hanno insegnato l'importanza del ripristino dell'intera filiera della medicina territoriale.
In ultimo, l'Italia dovrebbe battersi per l'eliminazione del Bloqueo e prendere esempio da come si gestisce il sistema sanitario: pubblico, d'eccellenza, con la ricerca scientifica pubblica e la produzione di vaccini e medicinali senza brevetto.