Sicilia: cannoni contro riserve e aree protette. L’Esercito e i Marines USA ancora a Punta Bianca

Sicilia: cannoni contro riserve e aree protette. L’Esercito e i Marines USA ancora a Punta Bianca

di Antonio Mazzeo

Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. E sordo lo è certamente il Comando dell’Esercito in Sicilia perché proprio non vuol sentire le legittime richieste degli ambientalisti e della stramaggioranza della popolazione locale che da decenni chiedono di fermare le esercitazioni di carri armati, obici e blindati in una delle aree più belle del territorio dell’Isola, Punta Bianca, a una decina di km dalla città di Agrigento e della Valla dei Templi, patrimonio UNESCO. Sordo ma anche cieco, perché l’Esercito non vuole vedere le devastazioni generate dalle esercitazioni di guerra nella costa di roccia calcarea che si immerge nel Mediterraneo, le lacerazioni delle granate sulla madre terra, i veleni delle ogive trascinate dalle correnti marine. Militari ciechi, sordi e arroganti.

Nonostante l’istituzione della mini-riserva naturale di Punta Bianca e Scoglio Patella da parte della Regione siciliana (decreto n. 157 del 28 giugno 2022), con l’anno nuovo le forze armate italiane e i Marines USA di Sigonella tornano a sparare nel poligono “Drasy” (tra la riva di levante del fiume Naro e Punta Bianca) e nell’antistante tratto di mare.

L’ordinanza emessa dalla Guardia costiera di Porto Empedocle il 19 dicembre 2022 non lascia dubbi sull’intensità e gli effetti ambientali delle esercitazioni previste per il primo semestre 2023 su una fascia di territorio che le élite politiche e gli amministratori della Sicilia non hanno avuto il coraggio di strappare alla follia distruttiva dei militari. “Saranno svolte attività con armi da fuoco portatili, di reparto, sistemi d’arma c/c, cannoni da 105/51, 105/52 e 25mm, lancio di bombe a mano”, annota la Guardia costiera. A cannoneggiare torneranno dunque i carri armati e i blindati da combattimento come i “Centauro”, i “Freccia”, i “Lince”, i “Dardo”. E si sparerà dalle ore 8 alle 20, tutti i giorni - esclusi le domeniche e i festivi - dal 2 gennaio all’11 maggio 2023. Poi le attività militari saranno sospese per riprendere dal 13 ottobre fino alla fine dell’anno.

Secondo il cronogramma predisposto dal Comando Esercito “Sicilia”, nel poligono “Drasy” saranno impegnati di volta in volta gli uomini e i mezzi del Comando della Brigata Meccanizzata “Aosta” (reparto d’élite dell’Esercito, tra le forze terrestri di pronto intervento della NATO e attualmente in missione in Libano) e e alcuni dei suoi reparti: il 62° Reggimento fanteria “Sicilia” di Catania; il 5° Reggimento fanteria “Aosta” di Messina; il 6° Reggimento lancieri “Aosta” di Palermo; il 6° Reggimento bersaglieri di Trapani; il 24° Reggimento artiglieria terrestre “Peloritani” di Messina; il 4° Reggimento Genio Guastatori di Palermo. Complessivamente la Brigata “Aosta” cannoneggerà terra e mare per 14 giorni a gennaio, 12 a febbraio, 15 a marzo, 11 ad aprile e 7 a maggio. Rilevante anche il peso delle esercitazioni riservate al personale delle forze armate degli Stati Uniti d’America di stanza nella base aeronavale di Sigonella: top secret la tipologia delle armi impiegate, ma “Drasy” e le acque dell’agrigentino saranno cosa loro dal 16 al 20 gennaio; il 9, 10, 13, 16 e 17 febbraio; dal 20 al 24 marzo; dal 3 al 7 aprile. Continua in: http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2023/01/sicilia-cannoni-contro-riserve-e-aree.html