L’intervento dell’ANPI al Congresso della Cgil

L’intervento dell’ANPI al Congresso della Cgil

Storicamente i rapporti consolidati tra la Cgil e l'Anpi, che operano e collaborano fattivamente dal dopoguerra per la difesa e per il consolidamento della democrazia nel nostro paese e per lo sviluppo della pace nel mondo, sono caratterizzati dai comuni principi fondativi che traggono le proprie ragioni sul ripudio assoluto e incondizionato di ogni forma di fascismo, razzismo e più in generale contro ogni forma di discriminazione e violenza.

Anpi e Cgil da sempre concorrono alla piena attuazione, nelle leggi e nel costume, della Costituzione italiana, frutto della Guerra di Liberazione, denunciando e contrastando ogni offesa arrecata alla convivenza civile e democratica da ogni tipo di neo-fascismo, fanatismo, terrorismo, nazionalismo e totalitarismo.

Anpi e Cgil si battono affinché i principi informatori della Guerra di Liberazione divengano sempre più (e meglio) elementi essenziali nella formazione delle giovani generazioni, anche e soprattutto nei luoghi di lavoro sia pubblico che privato; anche in ragione di ciò Anpi e Cgil condividono il bisogno di promuovere iniziative di lavoro, educazione e qualificazione professionale che si pongano fini di progresso democratico della società e per un’etica della responsabilità sociale pubblica in grado di sostenere azioni di sviluppo e progresso della nostra democrazia repubblicana.

Anpi e Cgil si ritrovano nelle azioni di aiuto e sostegno nei confronti di tutti coloro che, in ragione di quei valori di libertà e di democrazia, a fondamento della stessa guerra partigiana, si battono per l'affermazione dei principi costituzionali di uguaglianza, solidarietà e di universalismo dei diritti di cittadinanza.

Anpi e Cgil si propongono fondamentalmente di riaffermare il ruolo dello stato sociale come fondamento della vita democratica valorizzando il lavoro e promuovendo una reale attuazione degli articoli uno e quattro della costituzione democratica e antifascista.

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, recita l’art. 1, elevando lavoro e democrazia a valori fondanti il nuovo modello statuale sancito in Costituzione.

“La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni”, chiosa ancora l’art. 35, ma è l’art. 4 della Carta fondamentale a enunciare il principio lavoristico più nel dettaglio.

“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.