Arrivate a Messina le mine vaganti

Arrivate a Messina le mine vaganti

di Francesco Saija -

Nell’ormai lontano 2010 abbiamo avuto la possibilità di vedere, nella sala cinematografica, il bel film “Mine vaganti” del regista di origine turca Ferzan Ozpetek.

Un film abbastanza riuscito, di assoluta leggerezza e grande ironia, interpretato da bravissimi attori come Riccardo Scamarcio, Alessandro Preziosi, Ennio Fantastichini, Ilaria Occhini, Elena Sofia Ricci e Lunetta Savino. Il film era ambientato nel Salento pugliese.

Dopo tredici anni, le “mine vaganti” sono arrivate a Messina, sul palcoscenico del “Vittorio Emanuele” con la regia teatrale dello stesso Ozpetek e con altre attrici e attori.

Lo spettacolo, prodotto dal “Nuovo Teatro”, è ambientato in Campania, regione di rinomati pastifici, ed è stato presentato nella nostra città dal 27 al 29 gennaio.

Il pubblico messinese è riuscito a specchiarsi con il palcoscenico soprattutto attraverso le capacità registiche di Ozpetek e degli attori che hanno cercato in ogni modo di coinvolgere nel “teatro” il pubblico presente.

Le convenzioni familiari e l’orgoglio omosessuale erano presenti nel film, ma attraverso il teatro escono dalla finzione e diventano oggetto di riflessione nella realtà quotidiana di tutti noi.

Le mine vaganti di Ozpetek sono di grande aiuto e servono a mettere in discussione assurde convenzioni tradizionali, familismi oggi inconcepibili e soprattutto a mettere in circolo la libertà dell’uomo , la gioia , la leggerezza del vivere e l’amore che stanno a fondamento dell’esistenza umana.

Sul palcoscenico , anche tra comicità e risate , esplode un grande inno all’amore attraverso la simpatica “mina vagante “ della nonna , interpretata in maniera eccelsa dalla bravissima Simona Marchini.

Queste mine vaganti comunicano , anche attraverso una profonda ironia e autoironia , gioia ed amore , al contrario delle mine vere che in questi mesi vengono disseminate nel mar nero e nelle campagne della martoriata Ucraina , dai signori della guerra e della morte che si annidano nei governi nazionalisti di Russia e Ucraina e nei beceri governi ipocriti , compreso quello italiano , del guerrafondaio occidente.

Le mine vaganti di Ozpetek ci fanno capire dal palcoscenico , dalla quotidianità della vita vissuta , che l’omosessualità non è certo una malattia , ma , come abbiamo sentito , una “caratteristica “ o , diciamo meglio con papa Francesco , una “condizione umana “ che va rispettata perché fa parte della nostra umanità .

Il pubblico ride quando dal palcoscenico arrivano certe battute come quella del “ventaglio” e della donna soprannominata “spiaggia libera” con relativi ombrelloni , ma si tratta solo di risate liberatorie che fanno capire che il numeroso pubblico ha compreso e apprezzato la bellissima commedia teatrale di Ozpetek.

Sul palcoscenico abbiamo potuto apprezzare , nel lavoro corale, la diversità di tutti gli attori : dalla meravigliosa nonna già citata Simona Marchini all’amorevole mamma Iaia Forte alla stravagante zia Sarh Falanga al burbero e buon imprenditore meridionale della pasta Cantone , interpretato da Francesco Pannofino . Ma bravissimi anche i due fratelli Tommaso e Antonio , interpretati da Erik Tonelli e Carmine Recano e tutti gli altri attori giovani.

Molta brava Mimma Livoi nella parte dell’amorevole e ironica domestica Teresa . Una squadra di attrici e attori veramente ben affiatata e convincente . La delicata e leggera scenografia è riuscita a dare un tocco particolare allo spettacolo.

Una serata veramente scoppiettante e al contempo di grande riflessione. Vero teatro divertente e impegnato.