Scuole di prossimità

Scuole di prossimità

La scuola di prossimità, intesa come modello di sviluppo scolastico basato su sedi scolastiche piccole, diffuse nel territorio, vicine all’utenza, è una opzione che merita oggi più che mai attenzione e sostegno, per il suo potenziale nello sviluppo culturale e complessivo del paese, a fronte della crisi climatica e in relazione agli obiettivi di sostenibilità dell’ONU.

Le piccole scuole di prossimità nelle aree interne e montane italiane, comprese quelle dei centri storici dei comuni rurali, continuano a essere trattate come costi da tagliare, come elementi residuali rispetto a politiche di agglomerazione dei servizi, urbano-centriche e cieche alle specificità e alle potenzialità dei luoghi.

Per noi invece le piccole scuole sono anzitutto presìdi territoriali, in grado di favorire la “restanza” delle giovani famiglie così come di rendere maggiormente attrattive queste aree per neo abitanti che vogliono lasciare le città, a fronte del crescente impatto del cambiamento climatico e delle pressioni legate alla vita metropolitana, a cui proprio i bambini sono maggiormente esposti.

Le piccole scuole di prossimità secondo noi possono dunque rivestire un ruolo molto importante rispetto a:

  • offerta di servizi educativi, a caratteri pedagogicamente innovativo e centrati sui piccoli numeri oltre che sulla partecipazione delle comunità, rivolti alle famiglie giovani che vogliono restare a vivere nelle aree interne o che in esse vogliono trasferirsi dalle città;
  • educazione alla sostenibilità ambientale e alla preparazione sociale (preparedness) in territori fragili dal punto di vista ecosistemico e particolarmente esposti ai rischi del cambiamento climatico;
  • offerta di spazi e di momenti di accoglienza e di socialità per i bambini delle grandi aree urbane, a fronte della crescente invivibilità delle stesse durante i mesi estivi e del rischio per la salute dei bambini di città durante i picchi di calore;
  • creazione di reti tra piccole scuole e scuole di città, così come con altri soggetti dei territori interni e urbani, secondo un approccio metromontano e favorendo lo scambio sui temi della sostenibilità e della mitigazione degli effetti del cambiamento climatico;
  • creazione di laboratori di innovazione e di resilienza sulle sfide ambientali e climatiche, in connessione con associazioni e gruppi di cittadini attivi su questi temi, secondo un approccio trasformativo della realtà;
  • presìdi di informazione ambientale dei territori e, in una concezione di scuola aperta, luoghi di promozione culturale.

Si è costituito in merito un primo gruppo di discussione, composto da:
Serena Ciammaruconi (architetto, madre di bambino piccolo, associazione Filo Verde, Latina), Marco De Bernardo (Teachers for Future International e Aperte Piccole Vicine, campagna per la scuola di prossimità, San Felice Circeo, LT), Luciana Favaro (vicepresidente EuCliPa.IT, Rete degli ambasciatori italiani del Patto Europeo per il Clima), Dalila Lombardi (docente, madre di bambino piccolo, Aperte Piccole Vicine, Formia, LT), Andrea Membretti (sociologo, Università di Pavia, Riabitare l’Italia, coordinatore scientifico MICLIMI – “Migrazioni climatiche e mobilita’ interna nella metromontagna padana”), Silvia Napoli (architetto, Riabitare l’Italia), Chiara Pettenati (dirigente di ricerca INDIRE, coreferente progetto #Nudgeforclimate di EuCliPa.IT), Marina Porta (dirigente scolastico e ricercatrice, Università Statale di Milano), Gianni Tartari (EU Climact Pact Ambassador, responsabile EuCliPa.IT per il progetto MICLIMI), Bastiaan van der Broek (Teachers for Future International e Aperte Piccole Vicine, Paesi Bassi).

Per contatti:
comitatoscuolecirceo@gmail.com