GIORNATA NAZIONALE IN MEMORIA DELLE VITTIME DELL’IMMIGRAZIONE

GIORNATA NAZIONALE IN MEMORIA DELLE VITTIME DELL’IMMIGRAZIONE

La Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione è stata istituita con la Legge n. 45 del 21
marzo 2016, per ricordare la data del 3 ottobre 2013, giorno in cui un’imbarcazione carica di migranti, in
maggioranza eritrei, affondò a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa. Si trattò del naufragio più grave accertato
in termini di perdite di vite umane: 368 morti certi, altri venti presunti, 155 superstiti, di cui 41 bambini. Nei 3
articoli che compongono la Legge, viene evidenziato che essa è stata voluta per conservare e rinnovare la
memoria di quanti hanno perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro Paese per sfuggire alle guerre, alle
persecuzioni e alla miseria.
Anche quest’anno, nel decimo anniversario del naufragio di Lampedusa, si è svolto al Molo Marullo
di Milazzo un momento di preghiera per ricordare tutte le vittime dell’immigrazione. Da quel 3
ottobre ad oggi oltre 24.000 rifugiati e migranti sono morti o risultano dispersi nel mar Mediterraneo.
La Chiesa locale, con il supporto della Capitaneria di Porto di Milazzo e l’Autorità del Sistema
Portuale dello Stretto e in collaborazione con un gruppo di sigle del volontariato milazzese, ha voluto
ricordare il triste evento per promuovere la riflessione e l’impegno delle istituzioni, affinché le
persone in fuga da guerre, violenze e persecuzioni possano arrivare in un luogo sicuro senza dover
rischiare la vita in viaggi pericolosi.
Dopo il saluto iniziale ai partecipanti e alle istituzioni presenti, è stato letto il messaggio di papa
Francesco per la 109a Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato: «Liberi di scegliere se migrare
o restare». Il titolo richiama la campagna lanciata nel 2017 dalla Conferenza episcopale italiana, con
cui si promuoveva l’avvio di decine di progetti in 131 Paesi. Lo slogan porta a riflettere sulla necessità
di creare le condizioni perché chi è costretto ad abbandonare la propria terra possa decidere di
rimanerci, come ha ribadito con forza papa Bergoglio nelle scorse settimane a Marsiglia per i
«Rencontres Méditerranéennes».
Al termine della preghiera, tre ragazzi (due appartenenti alla struttura di accoglienza minori Domus
Mariae del villaggio Grazia) hanno gettato in mare tre mazzi di fiori, a simboleggiare tutte e tre i
continenti che si affacciano sul Mediterraneo. Il gesto è stato accompagnato dalla melodia della Nona
sinfonia di Ludwig van Beethoven (composta nel 1823), l’inno alla gioia, che rappresenta anche
l’inno dell’Unione Europea, con l’augurio che il Vecchio Continente possa trovare soluzioni
convincenti e condivise per accogliere e integrare quanti cercano un futuro migliore.