Occorre spezzare la catena dell’odio

Sostine Cannata "La gogna" 2022 - china su carta, cm 29,7 x 21

di Nino Gussio -

Se, oltre a condannare il terrorismo di Hamas, osiamo dire che la politica discriminatoria ed aggressiva del governo israeliano contro la popolazione palestinese dà ossigeno al terrorismo, siamo collocati tra i nemici di Israele e dell'Occidente europeo?

Chi può pretendere che per molti palestinesi vi sia differenza tra la vita spezzata da un atto terroristico e quella annichilita dai bombardamenti? Chi di noi europei è ragionevolmente convinto che si deve scegliere tra chi semina morte a prescindere dalla uguale dignità di ogni essere umano la quale viene prima di ogni appartenenza etnica, statale, di censo? Non sarebbe bene volere unità, pace, libertà per tutti,sia per i palestinesi,sia per gli israeliani? Perché infognarsi nell' odio, nel razzismo?

Le 500 vittime palestinesi che cercavano riparo alle loro vite presso un ospedale, ritenuto inattaccabile secondo le convenzioni internazionali, si aggiungono alle migliaia di vittime israeliane e palestinesi e la somma risulta inconcepibile alla ragione e alla speranza ma non a questa realtà che ha smarrito l'orientamento verso il bene.

Ci si vorrebbe schierare per la pace ad ogni costo, per un futuro affratellamento tra i due popoli anche se oggi appare del tutto utopico. Si vorrebbe credere che l'umanità avrà un futuro migliore di questo presente caotico ma la devastazione materiale, la distruzione, senza ripensamenti, di ogni vita, specialmente quella dei bambini, la politica internazionale che vuole solo ribadire i rapporti di forza e i conseguenti antagonismi, annichiliscono le coscienze fino ad accettare il terrore una quotidiana consuetudine. Sembra assurdo ma al di là delle parole nessuno sa e vuole arginare l'apocalittica violenza che si sta espandendo per il mondo, è come se non siamo capaci di fermare il nostro scivolamento franoso verso il nulla esistenziale nonostante i progressi civili raggiunti.