Nella notte a Gaza

Gaston Sebire (Saint Sanson 1920 - Rouen 2001) "A la plage" cm 54 x 73

I caini si sono mobilitati e gli abeli non hanno scampo e ai sopravvissuti palestinesi non resta che l'odio per continuare a vivere, agli israeliani la paura e la vendetta. A noi restano i rottami degli ideali del tempo passato quando la speranza di una migliore umanità aveva le ali della libertà e della solidarietà.

La pace ora è una parola vuota e le rovine di Gaza gridano al cielo l'immane desolazione e i morti sono lo spergiuro del valore della vita. Ora che la morte di Dio è palese, prefiguriamo la morte dell'uomo, l'annichilimento della sua umanità. Tutta la creazione infinitamente opera affinché attraverso la distruzione possano generarsi nuovi mondi e nuove vite, noi con l'amore generiamo vite per farne strumenti di morte, per consegnarle al calderone della morte e alle stanze di tortura. Orgogliosi ci siamo seduti sugli scranni delle conquiste tecnologiche ed economiche e abbiamo gettato al macero bellezza, amore con i quali davamo dignità all'esistenza. Ora sentiamo che è inutile che ognuno di noi pianga la morte dei propri cari, che è inutile dedicarsi alla cura dei figli, degli ammalati, ciò che sta accadendo in Palestina, in Ucraina e in altre parti del mondo dimostra che non ci siamo riscattati dalle infamie del passato. Non è più certo che sentiamo dì appartenere alla vita e alla madre terra e dal profondo dell' abisso del male non sappiamo più chi chiamare.