Genocidio a Gaza: nuova catastrofe o pace?

Genocidio a Gaza: nuova catastrofe o pace?

di Citto Saija -

Dopo l’orribile strage del 7 ottobre compiuta in territorio israeliano contro civili inermi da parte dei miliziani del movimento palestinese Hamas, è iniziata e continuerà la vendetta dello Stato israeliano che colpisce la popolazione civile palestinese chiusa nella striscia di Gaza come in un lager a cielo aperto.

È un film che abbiamo già visto tante volte (negli ultimi venti anni almeno sette volte) e che ogni volta trasforma uno Stato democratico (Israele) in uno Stato che compie azioni terroristiche.

Se il mondo intero deve condannare con forza l’assurdo bagno di sangue compiuto con un atto terroristico da Hamas, è anche giusto condannare il governo di un Paese che si dice democratico e contemporaneamente agisce contro la popolazione civile di Gaza assassinando persone innocenti solo perché palestinesi.

Mentre scrivo si parla di più di ottomila morti nella striscia di Gaza di cui quasi quattro mila sarebbero minori e bambini.

Consultando un qualsiasi vocabolario della lingua italiana, leggiamo che “terrorismo” è un “regime instaurato da governanti o belligeranti che si valgono di mezzi atti a incutere terrore”.

Se terroristico è stato l’attacco di Hamas contro cittadini israeliani innocenti, è lecito considerare “terrorismo di Stato” l’infernale attacco dell’esercito israeliano contro i cittadini palestinesi della striscia di Gaza.

Uccidere a sangue freddo la popolazione civile, gli anziani, le donne e i bambini, è quindi un atto terroristico che si configura come vero e proprio genocidio.

Il genocidio è la “distruzione metodica di un gruppo nazionale, etnico o religioso”. È ciò che in questo momento sta facendo l’esercito di Israele nella striscia di Gaza contro i civili palestinesi.

Il capo del governo israeliano, i suoi ministri e i suoi generali, se ci fosse una vera e autorevole autorità internazionale, dovrebbero essere arrestati e processati per evidenti crimini contro l’umanità.

E mentre l’attuale governo di Israele che potremmo anche definire “neonazista”, capeggiato dal signor “Bibi”, bombarda a tappeto il territorio palestinese di Gaza senza tralasciare ospedali, scuole, moschee e chiese, nello stesso tempo continua ad occupare da ben 57 anni la Cisgiordania inviando armi ai cosiddetti “coloni” che sono in maggior parte persone che odiano i palestinesi, che rubano la loro terra e che non hanno alcun diritto a stare nel territorio che è dei palestinesi.

E gli occupanti israeliani continuano ad uccidere in Cisgiordania i palestinesi (116 negli ultimi giorni) e ad arrestarli.

Intanto la risoluzione dell’assemblea delle Nazioni Unite per il cessate il fuoco, approvata dalla maggioranza dell’assemblea, ha visto l’astensione dell’Italia che ormai appare in politica estera (ma anche interna) come uno degli Stati più reazionari d’Europa.

Proprio oggi papa Francesco, durante l’Angelus in piazza S. Pietro, ha invitato tutti a far tacere le armi. L’appello mi è sembrato quasi disperato e infatti la sua voce continua ad essere inascoltata dai potenti del mondo.

Cosa possiamo fare noi cittadini italiani pacifisti per aiutare palestinesi e israeliani a costruire un futuro diverso e di pace per le nuove generazioni?

Dobbiamo invitare tutti ad una “tregua di Dio” per far tacere le armi e soprattutto a sedersi e dialogare. Non vi sono alternative alla pace. La guerra sarà sempre una sconfitta per tutti e non porterà benessere né ai palestinesi né agli israeliani.

Nell’immediato l’unica cosa da fare è obbedire all’Assemblea dell’Onu e far tacere le armi.

L’inesistente Europa potrebbe avere un grande ruolo per la costruzione della pace nell’intera Palestina. Gli Stati Uniti potrebbero fare la stessa cosa ma, come tutti sappiamo per esperienza, amano la guerra e continuano a finanziarla in tante parti del mondo.

Dovrebbero essere le società civili di tutti i Paesi in guerra ad emarginare una volta per sempre tutti i signori della guerra che sono tanti e si annidano nei governi che solo a parole si dicono democratici.

Ripeto, l’unica alternativa è la pace. Senza pace, anche per la Palestina vi è solo catastrofe. Il tempo è ormai scaduto, Siano sull’orlo dell’abisso e stiamo per essere risucchiati dal buco nero della morte e dell’odio.

Nei prossimi giorni continueremo a riflettere sulla tragedia della Terra Santa. In questo tragico momento nessuno può astenersi. Tutti i cittadini hanno la possibilità di fare qualcosa per sconfiggere i signori della guerra.