L’ipocrisia come giustificazione dei massacri a Gaza

Lino Tardia "Paesaggio marino" 1962 - olio su tela cm 50 x 70

di Nino Gussio -

L'accusa che Hamas usi gli abitanti di Gaza come scudi umani e quindi colpevole delle stragi è ipocrita anche se nella loro strategia militare risulta plausibile. I cosiddetti scudi umani, molti bambini, sono uccisi dall'esercito israeliano senza nessun problema d'ordine umanitario ed è facile dedurre che, dato che 2.000.000 di Palestinesi vivono in uno spazio ristretto, le posizioni militari di Hamas sono a ridosso delle abitazioni, degli ospedali, delle scuole. Quindi massacrare gli involontari e inermi scudi umani è una scelta bellica ben ponderata, come impedire ogni tipo di soccorso nel timore di favorire Hamas; è notorio il detto che in amore e in guerra tutto è permesso ma l'amore genera, la guerra devasta. Cinicamente ipocrita affermare che i morti dei civili palestinesi sono un danno collaterale come in tutte le guerre, essi sono trattati, per stanare Hamas come nemici belligeranti ma facili allo sterminio perché disarmati e desiderosi di salvezza. Risulta così che la striscia di Gaza non è più un luogo dove si possa vivere ma dove la morte è costantemente in agguato mentre si piangono i propri cari, vittime dei bombardamenti. Il popolo israeliano farebbe bene a considerare con il dovuto orrore e con la necessaria compassione sia i loro 1.500 concittadini sia i 10.000 palestinesi entrambi vittime incolpevoli di una violenza assurda.