Qualità della vita a Messina nel 2023

Qualità della vita a Messina nel 2023

di Giuseppe Rando -

Le classifiche non sono vangeli, ma aiutano a capire. E tanto più sono attendibili quanto più numerosi e qualificati sono i criteri, le indagini, gli indicatori, i test su cui si fondano.

Eccoci, ora, a Messina 2023: ottantanovesima (Rank 89), come l’anno scorso, su 107 province, nella classifica finale redatta dal famoso e documentato quotidiano della Confindustria. Il che merita, invero, una prima constatazione: la Città dello Stretto è la seconda, dopo Ragusa, delle nove province siciliane, in questa specialissima “passerella”: precede, infatti, nell’ordine, Enna (90), Catania (92), Agrigento (94). Palermo (95), Trapani (99), Siracusa (104), Caltanissetta (106).

Quanto dire che i messinesi, pur pagando lo scotto di innumerevoli disagi amministrativi, economici, commerciali, turistici, culturali, dovrebbero prendere atto che, non solo nelle periferiche Enna, Caltanissetta e Trapani, ma anche nella imprenditoriale Catania, nella capitale Palermo, e nelle fascinose (per attrattive turistiche) Siracusa e Agrigento, si vive peggio che a Messina: evidentemente, al peggio non c’è limite.

Scorrendo, peraltro, la classifica delle sei aree di Indicatori generali (“Ricchezza e Consumi”, “Affari e lavoro”, “Giustizia e sicurezza”, “Demografia e società”, “Ambiente e servizi”, “Cultura e tempo libero”; ognuna costituta da 15 indicatori), notiamo che la performance migliore, per Messina, è costituita dal 3° posto registrato nell’Indicatore “Affari e lavoro”, dove i Medici di medicina generale (attivi) superano notevolmente, la media nazionale; laddove la performance peggiore è il 104° posto registrato dalla qualità della vita degli anziani (nell’Indicatore “Cultura e tempo libero”). Siamo messi bene, insomma, per numero di medici, ma gli anziani, a Messina, stanno malissimo.

Notevole è altresì il 19° posto in classifica generale per il soleggiamento (8,4 ore di sole al giorno), nell’Indicatore “Ambiente e servizi”.

Osserviamo, dunque, velocemente la situazione in ogni indicatore, rispetto a quella dell’anno scorso: Messina scende di 10 punti per quanto riguarda “Ricchezza e Consumi” (sale del 6% il valore aggiunto pro capite; scende di 93,8 % il canone medio di locazione, per appartamenti nuovi di 100 mq in zona semicentrale del comune capoluogo; sale del 2,9 % il prezzo medio di vendita di beni immobiliari); scende di nove punti in “Affari e lavoro” (ma cresce dell’11,3 %  in Start up innovative);  sale di 9 punti in “Giustizia e sicurezza”, dove raggiunge il posto 82 su 107);  scende di un punto in “Demografia e società” (perché aumenta del 6,2% il Tasso di natalità, ma scende del 5,0 % l’Indice di vecchiaia); fa un balzo in avanti di 12 punti nell’Indicatore “Ambiente e servizi” (per l’aumento delle piste ciclabili e del Pm 10, e la riduzione della motorizzazione); avanza di due punti – ed è un’altra gradita sorpresa –  nell’Indicatore “Cultura e tempo libero”.

Che dire? Piangiamo pure con un occhio, ma non rassegniamoci al peggio. Resistere si deve. E possibilmente migliorare.