Dalla disumanizzazione della guerra alla gioia di vivere
Milo Lombardo "Vaso con fiori" 1971 - olio su tela, cm 40 x 25
di Nino Gussio -
Non siano i politici, né chi ci governa a decidere cosa dobbiamo volere veramente per vivere in società cooperando per il bene comune.
Dobbiamo avvalerci di una concezione etica e non soltanto utilitaristica per stare assieme, non siano le opportunità, le convenienze a guidarci ma la volontà di preparare da subito un futuro migliore, solidale e pacifico.
Dobbiamo riscattarci da un passato e da un presente violenti e oppressivi, sono urgenti azioni concrete ispirate dalla nostra migliore cultura umanistica poiché sembra che oggi l'umanità abbia perso l'orientamento per il bene comune e il controllo sulla potenza dei mezzi tecnologici ed economici.
Non è sicuramente la potenza economica, politica, militare che ci rende umanamente migliori né ci garantisce la tutela di una esistenza libera esente dalle precarietà esistenziali.
Nessuno di noi umani deve sentirsi in trincea per difendersi dalle nefaste azioni degli apparati statali ed economici; ognuno di noi deve abbandonare l'abbrutente idea di vivere in mezzo ai lupi e non tra fratelli.
L'odio l'inimicizia la discriminazione non possono essere una ineluttabile condanna, possiamo eliminarli se diamo valore prioritario alla vita come bene da condividere e da preservare. La nostra vita non deve essere, come accade un mezzo che i potenti possono usare con arbitrio secondo le loro mire e per antagonismo, noi siamo la loro ragion d'essere e la nostra ragion d'essere in questo mondo è il bene.
Bisogna credere, a prescindere dalle ideologie, dalle fedi che si professano alla inviolabile sacralità della vita. Per tale assoluta evidenza le guerre ci disumanizzano e senza umanità vivere non è desiderabile.