Il marchese del grillo e le prepotenze romane

Il marchese del grillo e le prepotenze romane

di Francesco Saija -

Dopo le quattro belle giornate dello scorso novembre con il Musical “Cats”, il regista Massimo Romeo Piparo è tornato al “Vittorio Emanuele” con la commedia musicale “Il marchese del grillo”, dal 4 al 7 gennaio 2024.

Anche questa volta, lo spettacolo, portato a Messina da “Ilbotteghino” di Lello Manfredi, è stato inserito nella stagione teatrale del Teatro “Vittorio Emanuele”.

Lo spettacolo visto a Messina è una riedizione di quello di cinque anni fa con protagonista l’attore Montesano.

La bella commedia ci trasporta dal cinema al teatro e molti di noi, pensando al nobilotto romano marchese del grillo, tornano con la memoria a 53 anni fa quando uscì nelle sale cinematografiche il famosissimo film di cult di Mario Monicelli “Il Marchese del grillo” (1981).

E ricordiamo innanzitutto il mattatore Alberto Sordi che ne fu il protagonista, ma anche attori come Paolo Stoppa nel ruolo del pontefice Pio VII e Leopoldo Trieste e Riccardo Billi.

Ma torniamo all’attualità . Laq commedia musicale teatrale , diretta da Piparo , si ispira proprio alla commedia cinematografica di Monicelliu ed è sempre ambientata nella Roma papalina dell’inizio dell’ottocento ( 1809 ) , in un’epoca che non è più medioevo ma non è neanche modernità . Il film , tratto da un soggetto di Bernardino Zapponi e sceneggiato a più mani , guardando al periodo del potere temporale dei papi , cerca di evidenziare tanti problemi presenti negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso.

Monicelli , già nel più lontano 1966 , con grande genialità registica , aveva percorso la stessa strada nel più riuscito suo capolavoro “L’armata Brancaleone” con il personaggio donchisciottesco di Brancaleone da Norcia ,. Interpretato da Vittorio Gassman.

Il regista Piparo , cerca di percorrere la stessa strada , riuscendo nell’intento, e , pur nella commedia ambientata nella Roma pontificia di quel tempo , riesce da una parte a fare ridere il pubblico e contemporaneamente a spingerlo alla riflessione sull’attualità e sui mali del nostro tempo.

I personaggi della commedia , mirabilmente diretti , hanno delle notevoli capacità attoriali che pongono allo spettatore gli stesso problemi che il nostro Pirandello aveva posto agli spettatori del suo tempo e di ogni tempo.

Bene ha fatto Piparo a riprendere l’intuizione monicelliana e , tra battute , risate , canti e danze è riuscito a proporre al pubblico grandi temi di attualità quali la decadenza inesorabile della nostra bella capitale e soprattutto la prepotenza dei potenti con la loro capacità di usare e disprezzare i poveri di ogni tempo e luogo.

L’opera di Piparo e dei suoi attori del Teatro Sistina , pur ambientata nel microcosmo romano , ha carattere universale e può essere vista con grande diletto del pubblico in qualsiasi Paese.

Lo sbruffone marchese del grillo ( personaggio in parte storico e in parte inventato ) è proprio l’archetipo del prepotente di sempre , tutto dovrebbe essere a sua disposizione da quando si sveglia dopo le avventure notturne ( è l’incipit della commedia ) fino a tutte le sue insignificanti giornate.

Pur apparendo una guardia nobile del papa ( grazie a Dio le guardie nobili in Vaticano sono state abolite ) , nella realtà è un personaggio senza pietà e senza morale .

Tanti potenti e politicanti del nostro tempo e della Roma attuale somigliano proprio al marchese del grillo.

Certamente il bravissimo attore Max Giusti ha guardato a Alberto Sordi , ma direi che è stato soprattutto se stesso con le sua grandi capacità di interpretazione del marchese e deel povero carbonaio . Tutti bravi attrici e attori : dal giovane servitore del marchese , il bravo Ricciotto interpretato da Marco Valerio Montesano ai personaggi della nobildonna madre del marchese , allo zio devoto della “serva di Dio” e antenata Quartina da beatificare subito , alla cugina Genuflessa e alla sorella con l’alito “mortifero”.

Ottime le musiche originali di Emanuele Friello , le belle coreografie di Roberto Croce e la bellissima scenografia in movimento circolare di Teresa Caruso.

Tra novembre 2023 e ge4nnaio 2024 , le due opere dirette da Piparo hanno fatto divertire e pensare il numerosissimo pubblico messinese che ha tanta fame di teatro in una città per tanti aspetti desolata e agonizzante nonostante le pacchiane luminarie natalizie e le false fontane bagnarole di piazza Municipio e le renne made in Cina.