Il Governo e la Polizia si frappongono tra i giovani e la loro sete di giustizia
Sergio Manfredi (Torino, 1932) "Vecchio porto - Savona" 1968 - olio su cartone pressato, cm 18 x 24
di Nino Gussio -
Gli studenti, tutti i ragazzi, sanno che la disciplina non dipende dall'obbedienza al potere ma dalle scelte etiche che ognuno di noi fa. L'indole generosa li muove a combattere il sopruso, l'arbitrio brutale delle armi, l'ingiustizia in tutte le sue forme.
Gli umani, nel bene e nel male, soprattutto i giovani, sono in perenne conflitto per superare realtà che sembrano statiche e progredire significa conseguire vittorie su un assetto sociale vecchio e ingiusto per aprire, migliorando se stessi e le varie relazioni, nuovi orizzonti all'esistenza.
Il muro di poliziotti con la relativa violenza esprime un tentativo di regressione contro un progetto di società più libera e più coinvolta nelle questioni sociali e nelle dinamiche politiche ed economiche.
I giovani che manifestano contro l'eccidio a Gaza, contro tutti i terrorismi, contro tutte le brutalità delle repressioni di stato etc., come l'ingiusta carcerazione di Ilaria Salis e l'assassinio di Navalny e contro tutte le discriminazioni disumanizzanti, esprimono l'urgente esigenza di una pacificazione universale fondata sul rispetto della dignità della persona e sulla inviolabilità della vita.