Presupposto Trombe – Antidoto Campane

di Renato Ciraolo -

Poiché il presupposto dell’attenzione repressiva contro il Circolo Pickwick e delle accuse ai due imputati di reati penali convocati in udienza predibattimentale l’11 aprile 2024 è la separazione nel novero aperto dei suoi membri tra chi si arricchisce spacciando libri e chi si arricchisce leggendoli, l’antidoto al veleno delle menzogne è la dichiarazione di chi sa sulla verità fattuale della comunità dei frequentatori delle bancarelle di piazza Lo Sardo.

I metodi della polizia municipale, l’intento fraudolento e provocatorio delle loro sistematiche ispezioni sono stati stigmatizzati in punta di diritto dall’avvocato Emilio Fragale, che ha individuato nelle assidue verifiche sullo svolgimento pacifico di spontanei raduni culturali una predilezione autoritaria della giunta De Luca.

Pertanto, sottoscrivendo il testo dell’autodenuncia pubblicato sul “Nuovo Soldo” del direttore Giuseppe Restifo, si testimonia il significato ideale della propria condivisione, che di per sé smentisce il dolo di sfruttatori, e si partecipa con la propria quota al pagamento di una multa comminata per reazione antigiuridica ad uno solo dei sostenitori dei diritti comuni, condividendone la responsabilità.

L’autonomia inattaccabile del Circolo Pickwick nella sua natura di soggetto comunitario istituzionalizzatosi in forza della giuridicità della consuetudine “praeter legem”, secondo la teoria del diritto di Santi Romano, ha provocato nell’amministrazione del sindaco Cateno De Luca una crisi di identità, in breve degenerata nel tentativo di sequestro illegale dei libri domenica 31 ottobre 2021 in piazza Lo Sardo, intensificata con le pratiche intimidatorie del pedinamento, della gogna mediatica, dell’interruzione punitiva del servizio di raccolta dei rifiuti e con le denunce all’uopo confezionate.

Le vicissitudini legali, tuttora irrisolte, di tanta prepotenza istituzionale contro due frequentatori delle bancarelle, selezionati con malizia, sono l’esito indecente dell’impreparazione di tutori dell’ordine a distinguere l’esercizio di diritti di libertà dall’ambulantato abusivo.

Sfruttando machiavellicamente il vantaggio della presunzione di veridicità accordata ai pubblici ufficiali sul cittadino, si incorre nel  rischio di porlo in balia dello spergiuro istituzionale, qualora si ceda sul rigoroso controllo di legalità: “quandoque bonus dormitat Homerus”.

L’operazione di inserire l’attività dell’eretico Pickwick nella tipologia della illegalità a sostegno della giustificazione ideologica che, perseguendolo, si continuasse la crociata contro l’abusivismo, ha richiesto l’isolamento giudiziario sulla parola di due membri dal resto di tutti gli altri lettori pickwickiani, oscurati nel ruolo anodino di maleducati acquirenti, per escluderli da una responsabilità collettiva, insostenibile anche per l’assoluto signore di Vattelapesca.

Cuius regnum, eius verbum è lo statuto di ogni Capocrazia, come titola il suo libro il professore Michele Ainis, che dedica un capitoletto al signor Cateno De Luca sindaco.

Vigili urbani ed amministratori comunali, impudicamente negando di conoscere natura e finalità culturali e civili del circolo Pickwick, smentiti, infatti, da mesi di attività, vigilata, in piazza, da documenti esplicativi pubblicati, da incontri e comunicazioni chiarificatori con funzionari comunali,  da dialoghi comprensivi con i vigili urbani nei locali dell’Annona, hanno elevato multe per reati “sine lege” (... nullum crimen nulla poena), criminalizzato con denunce fondate su dichiarazioni infedeli, pedinato, girato video anonimi, con una mobilitazione di personale inusuale nei rapporti di colleganza, senz’altro prossima allo spirito di affiliazione, senza la quale non sarebbe stato attuabile in 24 ore confezionare la gogna mediatica in rima contro il “libraio zozzone” e predisporgli la sospensione del ritiro domiciliare dei rifiuti, regolarmente pagato, solo dopo tre mesi ripristinato d’autorità con una semplice telefonata agli uffici della municipalizzata dell’onnipresente e camaleontico ispettore capo vigile urbano signor Cosimo Peditto, a conferma della regia della polizia urbana in tutta la “sporca” faccenda.

Il Brocardo iura novit curia formula il monopolio della competenza giuridica dei tribunali, cui fa riscontro la regolamentazione della discrezionalità giudiziale dell’art. 111 della Costituzione con i requisiti di eticità, dottrina e razionalità richiesti alla motivazione dei provvedimenti giurisdizionali, che fonda la fiducia del cittadino nell’amministrazione della giustizia.

Nella intrigata controversia tra l’amministrazione comunale del sindaco De Luca e cittadini messinesi del circolo Pickwick, svoltasi a puntate domenicali in piazza Lo Sardo dal maggio 2021, da una parte la procura del tribunale di Messina ha disposto l’archiviazione delle denunce del circolo Pickwick, non ravvisando nei fatti, pubblicamente avvenuti e documentati da immagini registrate, notizie di reato.

Il rapporto inversamente proporzionale tra le conclusioni apodittiche e la trascuratezza investigativa sostanzia il sospetto che gli inquirenti abbiano adottato il principio eristico della intelligenza sofisticheggiante governata dalla volontà pigra, dileggiato da Platone nel “Menone”.

Archiviare de plano, rifiutando alla parte offesa, gratuitamente fiutando un’insinuazione, un’audizione, opportuna, dell’unica persona presente che possa aver visto l’anonimo autore del video del suo conferimento del pacco nel mastello di Villa Dante, contravviene alla sentenza della terza sezione della Cassazione penale n° 6587 del 13 febbraio 2017, che obbliga all’audizione.

Quelli rilevati nella motivazione di archiviazione del G.I.P. sono definiti dalla giurisprudenza figure sintomatiche dell’eccesso di potere.

Dall’altra parte, sull’irruzione contro le bancarelle dei libri nella tarda mattinata di domenica  31 ottobre 2021 in piazza Lo Sardo del sindaco De Luca accompagnato dai suoi dipendenti al termine di un giro elettorale cominciato al mattino presto, come ci hanno informato i vigili urbani che presidiavano la piazza in attesa del suo arrivo, mentre la denuncia del circolo Pickwick per il tentativo di sequestro illegale dei libri, abortito con i libri sparsi per terra dalla foga del comandante Giardina e la protesta dei presenti sorpresi dall’inconcepibile vilipendio, è stata archiviata senza comunicarlo, un resoconto dei fatti redatto e consegnato in procura dai vigili urbani, comandante Giovanni Giardina e dall’ispettore capo Cosimo Peditto, sollecitato come richiesta di un intervento preventivo per scongiurare i pericoli spettrali di un risorgente abusivismo, pur inficiato dalle riprese dei telefonini dei numerosi presenti, tuttavia letteralmente corrispondente alla ricostruzione poco dopo ordita dal sindaco in ritirata dalla piazza nella diretta sul suo profilo mediatico, condita di minacce, calunnie di mafiosità e volgarità, è stato acriticamente accolto dal P.M.

I soliti due, attesi in tribunale l’11 aprile, dopo il rifiuto di rendere dichiarazioni al comandante Giardina, incaricato dal P.M. di fare domande ai suoi denunciati in veste di inquirente garante, si ritrovano imputati: a) di guadagni da commercio illecito, inconsapevoli di quando, come e quanto hanno incassato; b) di resistenza, invero insieme con tutta la piazza alla vista dello scempio del comandante Giardina, incapace di giustificare quel che faceva, se non con l’obbedienza; c) di occupazione di suolo pubblico ex art. 633 c.p., la cui esecuzione si realizza con l’introduzione abusiva dall’esterno, che gli etimi di agorà: Grecia, foro: Roma, piazza: Rinascimento, significando spazio aperto, luogo libero da limitazioni, un esterno, foris, dove si confluisce senza autorizzazioni evadendo dalle angustie per incontri di cultura e costruzioni di civiltà, respingono come una contraddizione in termini.

Le piazze non si occupano, come i compartimenti costrittivi del tempo alienato; si popolano gioendo del tempo liberato.

Istruiti dalla sociologia del diritto, non ci si può stupire delle affinità elettive e delle corrispondenze ideologiche tra le articolazione del potere.

Resta la responsabilità di chi mortifica il comune senso di giustizia esponendo pericolosamente lo stato di diritto alle insidie della sfiducia e del cinismo.