Solo mulini con mugnai onesti

Piero Guccione (Scicli 1935 - Modica 2018) "Tramonto" - olio su tela, cm 52 x 52

Piero Guccione (Scicli 1935 - Modica 2018) "Tramonto" - olio su tela, cm 52 x 52

di Nino Gussio -

Ogni partito porta acqua al proprio mulino ma è importante sapere cosa macina e per chi e se l'acqua che si usa proviene da fonti inquinate dalla corruzione clientelare e perfino dalla criminalità mafiosa.

Se i partiti, i loro leader non sono spinti da forte volontà morale, dall'esclusivo interesse di far progredire l'Italia, l'Europa e di conseguenza gli altri paesi, secondo i principi della nostra costituzione, la loro lotta elettorale, l'esercizio del governare risultano lontani dalle aspettative degli elettori perché autoreferenziali all'interno di una classe politica chiusa nelle sedi dei partiti e nelle stanze del potere, mentre dovrebbe essere ovvio che si chiede il potere non per occuparlo ma per esercitarlo come servizio, affinché tutti possano godere della piena cittadinanza egualitaria e condivisa.

In questa ottica chi governa deve saper arginare la corsa agli armamenti, contrastare alleanze che mirino all'egemonia militare e non alla pacificazione mondiale. Ma i politici italiani si adattano all'andazzo dei tempi tristemente violenti e ingiusti, ad una economia rigida nel mirare al profitto e incurante, nel gestire le risorse umane e i beni della terra, delle devastazioni ambientali.

Ma tutti noi sappiamo che l'economia può essere diversamente articolata, che può essere indirizzata verso il basso e non verso l'empireo della grande finanza perché essa significa amministrazione della casa comune in cui la vita di tutti non deve essere precarizzata, né coartata nei bisogni e nei diritti.

Per fare politica bisogna che si abbia lo sguardo lungo affinché diritti, doveri e aspettative siano ben amalgamati all'interno della convivenza civile e non si deve lisciare il pelo ai pregiudizi, agli egoismi e ai privilegi.

Una democrazia evolve se si socializzano gli interessi privati se la responsabilità civile è condivisa da tutti, avendo la coscienza che essa sia un prisma rovesciato, conta la base.

I cittadini sono consapevoli che la loro quotidianità, il futuro sono condizionati da eventi, da decisioni lontane dal loro ambito esistenziale e non vogliono essere globalizzati secondo l'imponderabile andamento del mercato, né dagli antagonismi diplomatici, né tantomeno dalle guerre sempre in atto. I loro parametri morali ed esistenziali sono formulati sulla base del benessere personale e collettivo sulla serenità relazionale, sulla tutela della salute e sul miglioramento generale del livello culturale.

Non sono le supremazie politiche, militari a spingerli alle competizioni elettorali a scegliere i governanti, ma la volontà che il domani sia migliore e più pacifico del presente, che tutto sia a misura d'uomo e di donna.