ONU, PACE E FALSE SPERANZE
Antonio Possenti (Lucca 1933 - Lucca 2016) "Figure" - olio su cartone, cm 8 x 11
di Nino Gussio -
Quasi tutti i paesi del mondo aderiscono all'ONU che ha come fondamento della sua carta costituzionale la tutela della pace, l'uguaglianza della dignità umana e come fine il progresso civile culturale e economico di tutti i popoli.
Ma chissà per quale depravazione della nostra specie gli stati aderenti mantengono vecchi conflitti, ne creano di nuovi, formano alleanze militari e generano guerre in cui il primato umano e della vita è orrendamente calpestato.
Così nonostante la conclamata adesione ai principi universali di pace e di giustizia risulta che per molti stati, specialmente per quelli che esibiscono egemonia politica e schiacciante forza militare, i suddetti principi sono elementi variabili alle loro ragioni economiche, al mantenimento della loro supremazia; ancora negli Stati laici e perfino democratici è in auge il sacrificio umano sotto le mentite spoglie dell'amor di patria delle inderogabili necessità di salvare la civiltà specie, se è cristiana. Se circa tre quarti di umanità vive nell'indigenza, soffre la fame e tutte le immaginabili violenze, nel salotto buono dell'ONU magari si discute con sussiego, ma i principali interlocutori, soprattutto quelli che hanno forte potere di condizionare gli altri, fanno dipendere i destini del mondo dall'imperio del loro sistema economico unico e immutabile; qualche placebo ai paesi poveri viene dato per non sentirsi accusati di essere criminali planetari.
La retorica dei potenti e l'impotenza dei paesi emarginati convivono nel cinismo e nell'abuso degli ideali di liberazione e di pacificazione necessari a noi cittadini del mondo ma puntualmente traditi e sbeffeggiati dalla loro violenza.
Essi dai consessi ONU escono immacolati, impeccabili perché si sentono i custodi dell'ordine del mondo gestito da un potere che in quanto tale è indiscutibile come se fosse laicamente divino. Che il loro ordine generi un devastante disordine che oscuri il futuro con le catastrofi presenti e immanenti non è un pensiero che li tormenta, una volta avviata la macchina deve proseguire la sua marcia e quella parte di umanità che risulta schiacciata è una variabile dipendente dalla innovazione tecnologica e dai misteri gaudiosi della finanza internazionale.
L'ONU come relitto delle buone intenzioni umane può trascinare la sua vana esistenza a differenza della NATO che è risorta ringalluzzita per lo scontro in atto contro la Russia può coltivare a lungo l'inconsistenza agonica perché solo la guerra mobilita ricchezze e vite e la pace pellegrina non trova accoglienza.