Gli Stati e la loro guerra per l’economia

Sostine Cannata "Famiglia" 2024 - china e acquarelli su carta, cm 18 x 11

di Nino Gussio -

Tutta la ferocia nel corso del tempo è stata sperimentata e ancora siamo perplessi nel formulare la linea di demarcazione tra umanità e disumanità e ancora disputiamo sulla differenza tra strage e genocidio. Ma dal momento che nessuno è disposto a fermare le quotidiane mattanze delle guerre in corso è lecito il dubbio che le stragi sono genocidi incompiuti e i genocidi stragi portate a termine?

In questo contesto esibire compassione per le vittime, sdegno per le devastanti efferatezze può apparire come un placebo alle coscienze perché siamo incapaci di una reazione decisa e senza compromessi e non mobilitiamo contro queste catastrofi le migliori qualità umane come la cura dei nostri cari, l'amore come dono di sé, la ricerca di un senso che ci trascende e l'affermazione della propria dignità mediante l'esercizio della libertà. Semplicemente non abbiamo un'etica che ci fa' cittadini del mondo superando inimicizie, privilegi e appartenenze discriminanti. Non abbiamo la inappellabile determinazione nel rigettare le ragioni e gli scopi del potere economico-politico contro il primato dell'uomo; tutto rimane nell'ambito individuale e attorno a noi, i tristi fortunati, per ora indenni dalla guerra e dalla penuria, il baratro della disumanità continua ad allargarsi fino a diventare una voragine senza fondo.

Pare che nel ginepraio degli odi, delle conseguenti rappresaglie, degli arbitri economici etc. nessuna istituzione statale e tantomeno l'ONU siano capaci di conciliare l'energia vitale, la nostra volontà di pace con la potenza della politica e dell'economia. Tale potenza ormai senza un sicuro controllo prescinde dalle ragioni e dalle aspettative di noi cittadini del mondo e, coadiuvata dalla tecnica si assolutizza.