No all’eredità dell’odio!

Ernesto Treccani (Milano 1920 - Milano 2009) "Narciso" - olio e acrilici su cartoncino, cm 70 x 50

di Nino Gussio -

Verità lampanti, come "Netanyahu cerca di mantenere il potere attraverso la guerra", non si possono dire motivi tattici-diplomatici ma possono essere perpetrati con brutale improntitudine massacri, devastazioni e far aumentare odi e precarietà in entrambi i popoli che hanno una assoluta, vitale necessità della pace; in nome di quale interesse superiore non è ben chiaro, forse per mantenere occupata con ogni mezzo la terra promessa che gronda sangue, violenza e disperazione.

I perseveranti odiatori sia palestinesi che israeliani dovrebbero aver chiaro che questa aberrante situazione non può durare ancora a lungo e soprattutto gli israeliani, per il loro tragico passato, dovrebbero provare una istintiva ripulsa nel concepire una soluzione finale per eliminare il nemico.

Quali genitori, per qualsiasi motivo sono disposti a dare in eredità ai figli odio e terrore? Ma questa eredità è tramandata da padre in figlio da circa ottant'anni ed aumenta in modo vertiginoso.

Qualsiasi uomo di stato, specialmente dei paesi democratici, di cui Israele si fregia di fare parte, dovrebbe essere lungimirante ed avere come assoluta priorità la sicurezza del proprio popolo e non con l'imperio della forza militare che spinge a reiterati conflitti ma con la ricerca della pace.

I popoli di Israele e della Palestina per esigenze vitali sono obbligati a vivere da buoni vicini e tutti i paesi devono concorrere con determinazione, prescindendo dai loro antagonismi, in ogni modo, come riconoscere la Palestina come stato per liberare anche Israele dall'asfissia della crescita civile ed economica. Nell'agenda della politica di tutti gli stati la priorità sia per l'etica del bene universale contro ogni degrado umano e ambientale.