Libera nos a malo

Enzo Migneco

di Nino Gussio -

Nelle discussioni tra amici e nelle pagine dei giornali e nelle trasmissioni televisive i concetti morali di bene e di male vengono del tutto ignorati; appassionano gli eventi criminali che provengono dalla società, dalla politica come facenti parte di un perenne, orrido spettacolo. Tutto si consuma nella sfera privata perché le singole esistenze non sono vissute in modo comunitario secondo una concezione etica utile ad arginare il male per difendere il bene di tutti.

Esistere è una opportunità da sfruttare per la quale estromettiamo ogni angoscia inerente alla nostra precaria umanità. Non amiamo la vita, altrimenti avremmo un modo diverso di stare al mondo.

I doni che la natura, Dio ci danno, come l'aria, l' acqua, il calore e la luce solari, sono vitali ed inesauribili ma non gli diamo il valore di una ricchezza inestimabile. Da essi traiamo le risorse delle attività con cui ci procuriamo cibo e agi inerenti al grado di civiltà a cui siamo giunti. Ma è in questo passaggio dalla natura all'uomo che l'equilibrio si altera e la disarmonia prodotta nelle relazioni tra noi e con la natura fa sì che il male tracimi in modo incontenibile.

Abbiamo costruito torri di Babele, fondate sul presunto diritto di dominare il mondo per glorificare ricchezza e potere. Così non raggiungeremo la pienezza dell'essere e avendo disarticolato il rapporto con noi e con la natura siamo giunti ad un livello di disumanità così radicato che le guerre e tutte le altre violenze ci sembrano inevitabili.