riguardo le tragedie in mare
di Domenico Stimolo -
21/08, Tgr Sicilia ( Rai), ore 14.10...circa, riguardo le tragedie in mare
…..”Quando i cadaveri dei poveri annegati pesano pochissimo”.
Certo, a sentire e vedere, lo stupore è grande, però, è la nostra quotidianità apparente …...diffusa per realtà!
Nel contesto di un lungo servizio che riguarda l’improvvisa tragedia di pochi giorni addietro davanti a Palermo, che ha visto affondare una mega “barca” veliero di 57 metri, causa una violenta tromba d’aria rapidamente apparsa ( effetto delle devastazioni ambientali ormai dominanti), con conseguenti sei persone disperse, si parla, anche con la presenza di esperti, della mutabilità improvvisa delle condizioni ambientali che caratterizzano il Mediterraneo in maniera sempre più crescente, nello specifico vicino alle coste siciliane.
L’aspetto incredibile del servizio, ineccepibile riguardo la specifica tragedia, è rappresentato dal “semplice” fatto che nella siffatta dinamica di approfondimento, sulle improvvise intemperie marine mediterranee e conseguenti annegamenti… ricordando anche numeri di persone coinvolte, non sono state assolutamente richiamate le innumerevoli vicende di naufragio, versificatosi nel corso di codesto anno, morte per annegamento… e dispersi conseguenti, costituiti a centinaia ( parecchie) da bambini, donne e uomini, di norma chiamati “clandestini”, a ridosso delle coste siciliane.
Loro non contano! Fanno mucchio cadaverico solo riguardo il loro “mestiere” di profugo-migrante che fugge da guerre, persecuzioni e desertificazioni.
Non si può mischiare il “bianco” con il nero”. Quando, invece, la Costituzione, impone il contrario.