Rinnovata la memoria antimafia. Galati Mamertino dedica la Villa Comunale alla concittadina Francesca Serio, madre di Salvatore Carnevale

Rinnovata la memoria antimafia. Galati Mamertino dedica la Villa Comunale alla concittadina Francesca Serio, madre di Salvatore Carnevale

di Franca Sinagra -

Lunedì 23 settembre a Galati Mamertino è stata inaugurata una bella Villa dedicata a Francesca Serio, opportuna espansione ambientale della zona case popolari nella frazione Centimolo all’entrata del paese. Alla cerimonia sono intervenuti i sindaci dei comuni viciniori e di Sciara di Caccamo, vibranti e sinceri i loro discorsi alla presenza del pronipote della Serio, di tutta la scolaresca del comprensorio, della CGIL anche provinciale, di esponenti della società civile e provenienti da Capo d’Orlando l’ACIO, l’Ass. Donne siciliane contro la mafia, Toponomastica femminile, Cross Road Club.

Il valore storico e sociale di una intitolazione sta nella funzione di pedagogia e storia sociale ufficialmente condivisa, perché espressione di una scelta di genere e di una posizione politica della collettività, in questo caso dell’antimafia rappresentata da una donna, benché analfabeta ma determinata e solida nel pensiero socialista oppositivo.

Francasca Serio (1903 – 1992), ventenne bracciante abbandonata dal marito, dovette trasferirsi col figlio neonato dal feudo calatino dei Despuches a quello dei Notarbartolo a Caccamo, secondo la consuetudine per cui i contadini seguivano i propri proprietari nel loro spostamenti matrimoniali / patrimoniali. Francesca visse con pochi familiari in un tugurio della frazione di Sciara, ammazzandosi di lavoro pur facendosi pagare come un uomo, ma puntando sulle potenzialità di riscatto che aveva riconosciuto nel figlio. Salvatore da adulto affiancherà i partigiani e diventerà socialista. La madre sostiene il figlio che legge libri e parla di riscatto ai cavatori di pietra insieme a lui, dal figlio conosce e fa suoi i principi di giustizia sociale e di uguaglianza ed è consapevole dei rischi del suo lavoro sindacale molto fruttuoso nella CGIL. Quando i mafiosi al servizio armato dei latifondisti assassinarono Salvatore sindacalista (1954), lei ne raccolse l’eredità e divenne un’Antigone nella ricerca di giustizia, affiancata dall’avvocato on. le Sandro Pertini e da tanti forti personaggi politici e intellettuali che si attiveranno nell’azione giudiziaria. Della biografia e dell’iter giuridico accanito e duraturo che ne conseguì, a causa dei depistaggi che vieteranno il giusto risultato (1965), si legge nel romanzo documentato di Franco Blandi “Francesca Serio. La madre”, Navarra Editore 2018, divenuto best seller e megafono sociale della letteratura antimafia. Una biografia completa si legge anche nel sito dell’Enciclopedia delle donne.

I riconoscimenti al lavoro politico della madre coraggio, durato quarant’anni, arrivano a un secolo dalla nascita di Salvatore Carnevale con intitolazioni toponomastiche al nome di Francesca Serio, che dell’assassinio del figlio ha fatto la nostra bandiera della resistenza civile alla mafia.