Il pessimismo della ragione e l’ottimismo del cuore, dilemma delle imminenti elezioni Usa

Scultura di Sara Teresano

di Nino Gussio -

Per il bene esclusivo del popolo USA si vorrebbe che a vincere in queste elezioni fosse Kamala Harris. Ma la ragione sa valutare come vanno le cose del mondo e teme che a vincere sarà Donald Trump. La Harris ha espresso durante la campagna elettorale la speranza di una società migliore, più unitaria e meno conflittuale, ha risvegliato principi di libertà e di giustizia per una società multietnica ma fuorviata da un malinteso rapporto di dominanza con il resto del mondo. Trump ha concentrato la campagna elettorale sulla sua personale megalomania proiettandola sugli elettori i quali attraverso di lui si sentono liberati dalle frustrazioni, dalle paure nei confronti del diverso, dello straniero perché povero e giustificati negli egoismi di censo che rinserrano i privilegi dentro i muri della discriminazione; fare l'America (la loro) grande significa per questi reazionari irreggimentare la società in una rete di controlli polizieschi, in un conformismo soffocante, pseudo religioso per togliere diritti alle donne, per mettere alla gogna ogni tentativo di progredire umanamente liberi e uguali nella dignità; il dominus di Trump è la ricchezza, per cui tutto è valutato e contabilizzato, anche i più elementari diritti umani (i poveri che cercano salvezza negli USA sono spazzatura da eliminare, perfino con gli alleati, il dare e l'avere deve essere ad esclusivo vantaggio degli USA che dettano quale politica fare, quali nemici avere.

La ragione si chiede con pessimismo perché in un mondo che diventa sempre più un inferno si sceglie come guida il diavolo che ha meno scrupoli, il più imbonitore (ad occidente niente di nuovo che sia Harris o Trump a essere il comandante in capo). Ma la speranza è l'ultima a morire e gli umani sono per natura mobili, inquieti, capaci di sorprendere, potrebbe darsi che eccezionalmente anche l'ottimismo del cuore abbia una sua vittoria.

Tutta questa ossessionante attenzione sulle elezioni Usa è fuorviante, niente di nuovo, di buono arriverà da un sistema che privilegia antagonismo e rapacità.