Gli odiatori dei poveri
Riflessione a margine delle feste natalizie

di Nino Gussio -
Dovrebbe essere chiaro, persino a Salvini, che la presunta difesa dei confini italiani da quattro disperati, salvati poco prima di affogare, significa che negare soccorso e solidarietà non è cinica omissione di soccorso ma un fatto moralmente ammissibile. Non dovrebbe quindi creare scandalo che migliaia di migranti sono vittime giacenti sotto le acque del Mediterraneo, né che subiscono detenzioni e torture in paesi come la Libia (foraggiati dall'Italia) ma la loro ostinazione a cercare salvezza dalla morte, dalle terribili precarietà che subiscono nei loro paesi e ad essere accolti nei paesi del ricco occidente. Ma il ricco occidente, con una politica criminalmente ottusa vorrebbe che si rassegnassero a morire e a soffrire anonimi nei paesi della loro malasorte senza clamore, senza creare problemi ai governi e alle società.
Salvini indossa le vesti del perseguitato patriota difensore dei sacri confini dalla procura di Palermo ma sa di poter godere dell'impunità. Nel frattempo può da bravo cristiano festeggiare il Natale, scambiarsi con i suoi simili gli auguri per un felice proficuo anno nuovo e ricevere l'appoggio di Elon Musk, l'uomo più ricco del mondo che come il suo partner Trump, presidente USA, è un odiatore ostinato dei diseredati di tutto il mondo.
Forse a loro non basta governare i popoli, le risorse economiche, le forze militari ma devono avere l'arbitrio di poter infierire anche sugli ultimi della terra che non sono la conseguenza della ingiustizia planetaria ma colpevoli perché eredi di una millenaria indelebile povertà. Gesù ci dice che le prostitute, i reietti sopravanzano i potenti, i ricchi nell'entrare nel regno dei cieli e sarebbe (peccaminosamente) desiderabile vedere che i tipi (tanti, troppi) come Salvini, come Musk e Trump posti in disparte assistono sgomenti e infelici l'avanzare la fila dei beati.