Essere parte della verità e perciò liberi
Nicole Furlan "La dolcezza" 2025 - terracotta, metallo e ottone, cm. 23 x 13 x 19,5
di Nino Gussio -
Se siamo relazione la libertà dell'io non può essere isolata dal contesto sociale e interpersonale, l'io freudianamente non è padrone nemmeno in casa sua. La ricerca di sé è il cardine della verità se si vuole dare un senso all'esserci nel e per il mondo.
In questa prospettiva la libertà diventa etica perché è orientata verso il bene e il male, i comportamenti alienanti sono un degradare della persona, il rifiuto della propria libertà. Oscuriamo degradandoci il senso profondo dell'essere umano che è il superamento del dato di natura per evolvere verso la pienezza dell'essere umano.
Ognuno di noi è chiamato ad esprimere, attraverso la propria individualità l'universalità della specie; siamo più del nostro destino personale, non è il dominio sulla terra che ci esprime ma la consapevolezza di essere entità cosciente dell'appartenenza al mondo e all'universo per vivere e operare.
Non dobbiamo cercare scorciatoie per raggiungere una eternità che è salvezza di sé, rifiuto della morte ma una identità con il divenire del tutto.
Compito della persona è quindi privilegiare il meglio di sé valorizzando tutti quegli elementi culturali, religiosi, sociali che nei secoli abbiamo elaborato per l'affrancamento dalla ferina brutalità che oggi ci porta ad essere, grazie alla tecnologia, terribilmente distruttivi.
La vita s'impara dice Augias e alla fine dei nostri giorni non dobbiamo sentirci desolati perché abbiamo soltanto imparato a sopravvivere a noi stessi e alle malefatte nostre, del prossimo e dell'iniquità delle istituzioni.
Spossessati delle potenzialità per essere più liberi e migliori scopriamo che l'io non è stato mai padrone in casa propria non avendo osato superare il limite entro cui natura e società ci vogliono relegare.
La verità ci fa liberi perché non è nostra, ne siamo parte e compito morale, di fede, è cercarla per aderire ad essa.
Quando dico che non possediamo la verità ma ne facciamo parte intuisco che Dio non è un'intuizione della mente ma è un dato dell'esperienza.