Il porcospino invadente (Una favola per questo tempo brutale)

Bruno Landi "Maternità" 1976 - olio su tela, cm 60 x 40

di Nino Gussio -

L'Unione Europea sta proponendo, per difendersi dalle mire espansionistiche della Russia di Putin, di creare un forte esercito, ben armato e tecnologicamente avanzato sul modello di quello israeliano chiamato porcospino per dissuadere con i potenti aculei qualsiasi attacco. Ma l'esercito porcospino israeliano più che difendersi attacca, conquista e massacra in una Palestina che pretende fare sua usando come atto legittimo il mito della terra promessa da Dio ad Abramo e ai suoi discendenti ma che storicamente non gli appartiene perché la nascita dello stato di Israele è un abuso di stampo colonialista con l'avallo dell'Occidente che nei confronti degli ebrei aveva fin troppo da farsi perdonare. Ora lo stato israeliano è il più potente nell'area mediorientale ed il suo esercito è diventato un porcospino mostruoso che semina devastazioni e stragi. A tal proposito calza a pennello una favola pedagogica, degna di Esopo, che mia madre mi raccontava da bambino: "Molto tempo fa in una terra boscosa si abbatté una furiosa tempesta e tutti gli animali per cercare salvezza e riparo si rifugiarono in una caverna che appena riusciva a contenerli tutti. Dopo arrivò alla caverna un porcospino esausto per la forte pioggia e tremolante per il freddo che pregò gli animali di fare spazio in modo che anche lui avesse ricovero. Gli animali si strinsero ancor di più e lo fecero entrare. Il porcospino, una volta al sicuro ma a disagio per la ressa opprimente cominciò a gonfiarsi e a pungere con gli aculei gli animali vicini che protestavano contro l'intruso. Il porcospino flemmatico ribatté: chi si punge esca fuori." La morale della favola dovrebbe essere condivisa da tutti i popoli, dai loro governanti e consiste nell'aiuto reciproco nell'affrontare i pericoli nella condivisione dei beni della terra perché la pace non sia il risultato del più potente, del più furbo tra noi.