I COMITATI, LE ASSOCIAZIONI, I PARTITI E I SINDACATI DELLO STRETTO DI MESSINA UNITI PER IL CONTRASTO ALLO SCELLERATO PROGETTO DEL PONTE

Solidarietà No Ponte

Da mesi il Progetto Definitivo del ponte sullo Stretto di Messina è incagliato nell’impossibilità per il CIPESS di procedere alla sua approvazione. Il Governo vorrebbe procedere senza chiedere il necessario “previo parere” alla Commissione Europea, ma non riesce a superare lo scoglio di una Valutazione di Incidenza Ambientale negativa. Il suo impatto su zone di interesse comunitario e su habitat e specie naturali prioritari non è compensabile, e le misure previste nel progetto sono giudicate da ISPRA del tutto inadeguate. Il Governo sostiene di poter superare questa criticità, ma mancano le premesse per l’approvazione “in deroga” del progetto, visto che non sono state valutate ipotesi alternative e che non possono essere dimostrati gli “imperativi motivi di rilevante interesse pubblico”: non ci sono motivi relativi a salute umana, sicurezza pubblica, ambiente. In queste condizioni il progetto è inapprovabile, e la sua eventuale autorizzazione sarebbe illegittima. Il ponte sullo Stretto è un azzardo tecnico, viste le criticità non risolte (presenza di una faglia sotto il pilone calabrese e della faglia di Ganzirri sul versante siciliano, assenza di prove sui cavi, contraddizione delle prove per il vento, …). Inoltre, drenando risorse preziose e già assegnate, danneggia lo sviluppo della rete di trasporti interna alle regioni meridionali, alla Sicilia e alla Calabria, con autostrade e strade in pessimo stato, con carenze storiche nelle infrastrutture ferroviarie (in Sicilia quasi l’80% della rete è a binario unico e oltre il 40% non è elettrificata) e inadeguatezza di porti e aeroporti. Per dimezzare i tempi di attraversamento dei treni nello Stretto di Messina basterebbe utilizzare Frecciarossa da 4 vagoni (che possono essere traghettati senza multipla scomposizione) e/o acquistare traghetti Ro-Ro più lunghi, in grado di imbarcare treni con sette vagoni. Infine, per scellerata scelta del Governo il ponte assorbe fondi dagli FCS, che avrebbero potuto essere destinati a priorità assolute per il Sud, quali le infrastrutture idriche, il contrasto al dissesto idrogeologico e la transizione energetica. Il ponte sullo Stretto rappresenta più una minaccia che una opportunità per lo sviluppo sostenibile della Sicilia, della Calabria e del Meridione. È necessario pertanto continuare la mobilitazione per opporsi alla sua costruzione e lottare affinché le risorse pubbliche vengano utilizzate nei territori del Sud per migliorarne le infrastrutture esistenti, per la messa in sicurezza dei territori, per la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale, per la realizzazione di opere tecnicamente fattibili ed economicamente sostenibili, per il sostegno al reddito di quanti sono ai margini del mondo del lavoro e della società, per il rilancio di servizi essenziali come gli interventi sociali, la sanità, la scuola, la gestione dell’acqua, minacciati dall’incombente autonomia differenziata che allargherebbe il divario tra Nord e Sud. Per questi motivi continueremo a opporci a questo progetto con ogni forma di lotta pacifica e nonviolenta, a tutela dell’ambiente e per uno sviluppo sostenibile dell’area dello Stretto di Messina.

Quanto costa difendere lo Stretto di Messina

Di seguito una sintesi dell’appello del Movimento No Ponte per la raccolta fondi a favore dei 104 ricorrenti Il 12 giugno 2024, 104 cittadini che vivono nell’area dello Stretto di Messina hanno deciso di difenderlo con un ricorso al Tribunale delle imprese per impedire la costruzione del ponte che, in assenza di un progetto definitivo, ha già un costo stimato di circa 14,5 miliardi di euro. Il tribunale, agli inizi di gennaio, ha riconosciuto il diritto individuale di ciascuno alla tutela dell’ambiente ma ha respinto il ricorso per la mancanza di un progetto definitivo approvato dal Cipess ed ha condannato i ricorrenti a pagare 340.000 € alla società Stretto di Messina. La grande comunità del movimento no Ponte si mobilita a sostegno dei ricorrenti per far fronte comune alla condanna alle spese determinata, senza spiegare i motivi, in misura così mai vista prima e tale da compromettere il diritto di accesso dei cittadini e delle associazioni alla giustizia. Per questo è stato proposto appello, ma la condanna di primo grado pesa come un macigno. È importante che tutti coloro che amano l’ambiente e intendono difendere il proprio diritto a vivere in un luogo salubre e sicuro e ad agire per chiedere tutela contribuiscono a sostenere le 104 persone che hanno proposto l’azione inibitoria per far fronte alle spese di soccombenza. Lo Stretto di Messina è un territorio dal valore inestimabile, difenderlo ha un costo altissimo, per affrontarlo, abbiamo bisogno dell’ aiuto di tutti. La nostra forza è la solidarietà, il nostro obiettivo lo sviluppo sostenibile dei nostri territori. Sostienici con una donazione con PayPal o bonifico. IBAN: IT85G0503416504000000002792 Intestato a: ASS.CULT.AMB. Ragione Sociale: ASS.CULT.AMB. la città dello Stretto Filiale: MESSINA - GANZIRRI COORDINAMENTO NOPONTE Comitato No Ponte Capo Peloro , Invece del Ponte, WWF, Legambiente, Italia Nostra, Zero Waste Sicilia, associazione MAN, ANPI, Universitari NO Ponte, Giovani No Ponte, UDU, ARCI, UISP Messina, Messina In Progresso, Messina Bene Comune, Symphonia Laus, SUNIA, CGIL, PD, 5 Stelle, +Europa, Italia Nostra Messina, Rete degli studenti Medi, Libera, Sinistra Italiana, Europa Verde, Lipu.