PASQUA: FERMIAMO LA STRAGE DI AGNELLI E CAPRETTI!
di Alfio Lisi -
PER UNA PASQUA CRISTIANA E CONTRO OGNI FORMA DI CRUDELTA’ FERMIAMO LA STRAGE DI INNOCENTI ESSERI VIVENTI RIFIUTANDOCI DI MANGIARLI!
Fermare la strage con lo sgozzamento di lattanti agnellini e capretti, a Pasqua e non solo, è un dovere morale e civile di ogni uomo, cristiano e non, in quanto l’amore ed il rispetto verso ogni creatura sono i principi fondanti di ogni religione e del laicismo!Quanto poi sia vicina la crudeltà dell’uomo è cosa da sempre dimostrata e conclamata con l’agire insensato e violento dell’uomo contro l’uomo e contro ogni altro essere vivente in ogni parte del mondo.
Già nel 570 a.c. il grande filosofo e matematico Pitagora affermava “Fintanto che massacreranno gli animali, gli uomini si uccideranno tra di loro. Perché chi semina delitto e dolore non può mietere gioia e amore”.
Dunque, è il tempo di dire basta alla crudeltà e alla violenza con le nostre consapevoli e ‘umane’ scelte di vita quotidiana, alla crudeltà, che peraltro nulla ha da spartire con il Cristianesimo: ‘Agnello di Dio’ riferito a Gesù, nei confronti di lattanti e indifesi esseri viventi, come gli agnellini e capretti.
La Pasqua dovrebbe essere un momento di gioia per tutti gli abitanti del Creato e non un motivo per uccidere altri esseri viventi.
Un messaggio che vale per ogni essere vivente senziente versocui l’uomo non ha alcun diritto. Nel caso poi di agnelli e capretti, così come ad altri animali, c’è un’aggravante in quanto si toglie la vita ad animali in tenera età, ancora lattanti, solo per stuzzicare il palato e soddisfare determinati interessi economici e industriali. Ci auguriamo che gli italiani e tutti gli uomini di buona volontà non cadano in questa trappola e, come hanno già scelto liberamente da anni , e sempre in misura maggiore (oggi in Italia secondo dati Istat i vegetariani e vegano sono oltre quattro milioni conun aumento giornaliero di 11 mila persone) si orientino, e non solo per festeggiare la Pasqua, verso un menù e un’alimentazione, vegetariana e vegana , libera da ogni forma di crudeltà e sfruttamento in quanto come è dimostrato è possibile nutrirsi e vivere ancora meglio ed in modo più sano senza l’utilizzo di carne.
La maggioranza degli agnelli che vediamo appesi squartati a testa in giù nelle macellerie subiscono, come se non bastasse la disumana e crudele macellazione, ulteriorisofferenze dal trasporto di migliaia di chilometri in condizioni inumane ammassati uno sull’altro, senza soste, senza cibo e senza acqua oltre alle poche garanzie per la salute di coloro che inconsapevolmente se ne cibano.
Ognuno di noi dovrebbe soffermarsi a pensare che ogni agnello è un cucciolo e che a un mese di vita viene tolto alla madre e costretto ad un viaggio infernale e se sopravvivrà sarà poi macellato vivo e spesso senza alcun controllo igienico sanitario e ciò per tutti gli agnelli e capretti sgozzati e dissanguati.
La scelta di non alimentarsi di animali è anche una scelta di amore verso tutti gli esseri umani.
Alla scelta nonviolenta dobbiamo accostare quella ecologica e umana che interessa ognuno di noi e di conseguenza agire consapevolmente e responsabilmente: ben l'89% delle terre coltivate, viene impiegato per la nutrizione di circa 15 miliardi di capi di bestiame allevati dall'uomo, per non parlare del consumo di acqua potabile elemento vitale per la nostra sopravvivenza (bel 15 mila litri per un chilo di carne).
Questo significa che se tutti i terreni coltivabili della terra venissero utilizzati esclusivamente per produrre alimenti vegetali per l’uomo, si potrebbe sfamare una popolazione 5 volte superiore a quella attuale: risolveremmo il problema della fame nel mondo che ogni anno condanna a morte provocando quasi la metà (45%) dei decessi solo di bambini sotto i cinque anni - 3,1 milioni di bambini ogni anno.
Ecco perché la scelta di non consumare carne è l'unica veramente in grado di fare la differenza tra sopravvivenza e di conseguenza per la conservazione della Terra unico luogo dove possiamo continuare a vivere.
Senza che nessuno continui a morire di fame e di sete, di freddo, di povertà e di conflitti.