Agire il tempo

Tra le rose (foto nuovosoldo.com)

di Nino Gussio -

È necessario un atto di fede per essere per questo mondo ma non di questo mondo. La fede non nasce da concettualizzazioni astratte ma da un'adesione creaturale alla vita, da un bisogno di trascendenza del proprio vissuto mediante la forza dello spirito.

Tutti i mali del mondo travagliano e feriscono le nostre esistenze e molte sono annullate ma non devono essere la condizione dominante entro cui conduciamo il tempo assegnatoci, dobbiamo agire, relazionarci in nome di qualcosa che è più di noi. La corporeità è un tutt'uno con la spiritualità e per questa unità libertà è dignità della persona sono la manifestazione della nostra unicità. Rischiamo, nell'attuale periodo storico di essere massificati perché non riusciamo come individui a diventare popolo, non sentiamo di appartenere alla famiglia umana, alla terra, a Dio e nemmeno alla storia, alle civiltà dei rispettivi popoli.

Nei paesi economicamente sviluppati, il consumismo ci rende inerti, chiusi in una dimensione individuale che fa dimenticare lo spirito guerriero che è intento a conquistare il cielo non essendo appagato di avere solo la terra come unica dimensione. Il cielo non si conquista con la forza, né con la conoscenza ma con la fede con cui instauriamo la relazione con Dio creatore sottraendo così l'esserci alla casualità e rivendicando un destino particolare.

"Siamo chiamati a essere protagonisti delle nostre scelte, abbandonando arroganze e pregiudizi, superando le paure e andando oltre quel senso di precarietà che spesso ci paralizza. La fede non è solo un’ascesa verso Dio, ma anche una tensione morale che ci insegna a stare nel mondo, come ci ha mostrato Gesù, il Redentore. Umiltà e autenticità sono gli argini entro cui incanalare il nostro bisogno di verità, per radicare profondamente la fede nella vita. Non servono fanatismi religiosi o ideologici, che confondono e diventano strumenti di un potere capace di manipolare tanto la verità umana quanto quella divina".