Una sola voce, contro tutti i potenti della Terra
"Il gabbiano" foto di Marta Cannata (nuovosoldo.com)
di Nino Gussio -
Sarebbe la prima volta che le vittime delle guerre, gli inermi soggetti alle violenze dell'arbitrio imperialista vincano la pace.
Sembra che finalmente i governi dell'Europa e di molti paesi degli altri continenti vogliano liberarsi dall'appoggio coatto (perché interessato) e criminale al governo genocida di Netanyahu per liberare i palestinesi di Gaza e della Cisgiordania dalle stragi quotidiane, dalle sofferenze indicibili, dalle oppressioni brutali.
Questa pace, imposta per affermare l'inviolabilità della vita e del rispetto della persona sia anche una vittoria per il popolo di Israele che non deve più sentirsi minacciato, quindi in una situazione precaria, e che soprattutto non merita di essere accostato ai nazifascisti autori della Shoah.
Le guerre non si vincono mai perché sono disumane e le paci che da esse scaturiscono non devono essere mantenute come se fossero tregue, devono essere invece motivo di riscatto dalle atrocità commesse e subite, processo di un affratellamento tra i popoli, una volta nemici.
Liberarsi dagli arsenali militari pieni di armi capaci di apocalittiche letalità, condividere e tutelare i beni della terra e del lavoro costituiscano la strada obbligata per giungere all'affratellamento della nostra specie che individualmente deve sentirsi appartenente in modo attivo alla universale famiglia.
Le brutture delle rappresaglie belliche alimentano odi e violenze che dilagano in endemico e incontrollato terrore. "Mai più guerre mai più terrore, mai più esistenze precarie per discriminazioni economiche" sia l'urlo di ribellione universale, ad una sola voce, contro tutti i potenti della terra che vogliono impedirci di amare di tutelare la vita per ridurci ad essere strumento e vittime delle loro follie egemoniche.