Leone XIV nel solco di Francesco riceve i movimenti

VATICANO Prevost riunisce Azione cattolica, Acli, Agesci, Comunità di sant’Egidio, Movimento dei Focolari, Beati i costruttori di pace, Pax Christi, Noi Siamo Chiesa e Comunità cristiane di base insieme ad Anpi, Amnesty international, Assopace Palestina, Attac, Mediterranea Saving Humans, Libera, Rete pace e disarmo, Movimento Nonviolento, Comitato riconversione Rwm, Cipax, Medici senza Frontiere, Un ponte per, Ultima generazione e altri ancora tra gli altri Luciana Castellina per parlare di pace

di Luca Kocci da ilManifesto

Paolo Schiavocampo "Senza titolo" 2007 - olio su tela, cm 20 x 20

Il papa è cambiato ma non si interrompe il legame con i movimenti popolari avviato da Bergoglio nel 2014, quando li riunì in Vaticano da mezzo mondo. Ieri infatti Leone XIV ha ricevuto in udienza oltre trecento delegati di movimenti e associazioni che nel maggio dello scorso anno diedero vita a Verona all’Arena di pace, iniziativa inventata dai Beati i costruttori di pace di don Albino Bizzotto nel 1986 e che poi da metà anni 90 è andata progressivamente ridimensionandosi, fino al rilancio con l’appuntamento del 2024 a cui partecipò anche papa Francesco.

 

 

UN INCONTRO programmato da mesi, che Prevost ha voluto confermare. Il format non è più internazionale e internazionalista come furono gli eventi promossi da Bergoglio (il manifesto nel 2017 pubblicò un volume sui tre incontri del 2014-2015-2016: Terra, casa, lavoro, le parole-chiave di quelle iniziative).

Tuttavia ieri, con la diocesi di Verona e i missionari comboniani a svolgere la parte organizzativa, c’era una folta rappresentanza di movimenti e gruppi italiani impegnati su pace, giustizia, ambiente e solidarietà internazionale, sia cattolici che laici: Azione cattolica, Acli, Agesci, Comunità di sant’Egidio, Movimento dei Focolari, Beati i costruttori di pace, Pax Christi, Noi Siamo Chiesa e Comunità cristiane di base insieme ad Anpi, Amnesty international, Assopace Palestina, Attac, Mediterranea Saving Humans, Libera, Rete pace e disarmo, Movimento Nonviolento, Comitato riconversione Rwm, Cipax, Medici senza Frontiere, Un ponte per, Ultima generazione e altri ancora, fra cui la “nostra” Luciana Castellina.

Di pace e nonviolenza ha parlato papa Leone. «La costruzione della pace inizia col porsi dalla parte delle vittime, condividendone il punto di vista», ha detto Prevost, ricordando l’abbraccio – all’Arena pace 2024 – fra Aziz Sarah, palestinese a cui l’esercito di Israele ha ucciso il fratello, e MaozInon, israeliano al quale sono stati uccisi i genitori da Hamas, presenti anche ieri in Vaticano. «Questa prospettiva è essenziale per disarmare i cuori, gli sguardi, le menti e denunciare le ingiustizie di un sistema che uccide e si basa sulla cultura dello scarto», ha aggiunto il pontefice, con un lessico “bergogliano”.

Quindi il riconoscimento del lavoro «dal basso» di associazioni e movimenti. «La storia, l’esperienza, le tante buone pratiche ci hanno fatto comprendere che la pace autentica è quella che prende forma a partire dalla realtà – territori, comunità, istituzioni locali – e in ascolto di essa. Questa pace è possibile quando differenze e conflittualità non vengono rimosse ma riconosciute, assunte e attraversate», ha detto ancora Prevost.

 

 

È LA NONVIOLENZA ATTIVA: «Dal livello locale e quotidiano fino a quello dell’ordine mondiale, quando coloro che hanno subito ingiustizia e le vittime della violenza sanno resistere alla tentazione della vendetta, diventano i protagonisti più credibili di processi nonviolenti di costruzione della pace. La nonviolenza come metodo e come stile deve contraddistinguere le nostre decisioni, le nostre relazioni, le nostre azioni».

Resta sul generale papa Leone – contenuti e stile comunicativo sono diversi da quelli del suo predecessore – ma si coglie comunque nelle sue parole un richiamo ai leader politici mondiali a correggere la linea fondata su riarmo e difesa. «Se vuoi la pace, prepara istituzioni di pace», ha detto Prevost, non solo le «istituzioni politiche nazionali o internazionali», ma anche quelle «educative, economiche e sociali», perché «è l’insieme delle istituzioni a essere chiamato in causa». Con l’appello finale ai movimenti a non tirarsi indietro, ma a «essere presenti dentro la pasta della storia com elievito di unità, di comunione, di fraternità».

 

 

«QUESTO INCONTRO è stato importante, spero che papa Leone proceda sulla linea di Francesco spendendosi per la pace, in questo momento così critico della storia umana c’è bisogno di un grande movimento popolare», dichiara al manifesto padre Alex Zanotelli. Fermezza da parte del papa sul no alle armi è quello che auspica Rete pace e disarmo: «Riduzione delle spese militari e disarmo sono le azioni da mettere in pratica per fermare la guerra bloccando gli interessi di un complesso militare-industriale-finanziario che alimenta i conflitti».

Presente anche don Mattia Ferrari: «Soccorrere le persone, accoglierle e strapparle ai naufragi e ai respingimenti significa dare carne a quella fraternità che, come ha detto il papa, deve essere scoperta, amata, sperimentata, annunciata e testimoniata», dice al manifesto il cappellano di Mediterranea.

A fine ottobre è previsto un nuovo incontro con i movimenti popolari, inserito nel calendario del Giubileo. Nelle intenzioni di Bergoglio avrebbe dovuto essere una due giorni simile ai precedenti appuntamenti internazionali. Si vedrà in che modo deciderà di af

frontarlo papa Leone.