“una pace disarmata e disarmante”
lettera inviata dalla Piccola Comunità Nuovi Orizzonti di Messina a Sua Santità Papa Leone XIV
Santità, “La pace sia con voi!”: questo il meraviglioso primo saluto di Gesù Risorto che Lei ha voluto rivolgere alla Chiesa e al mondo come prima parola da Pontefice, “costruttore di ponti di pace”.
Il mondo assiste sconcertato alla tragedia della composizione di una guerra mondiale e nucleare che, iniziata “a pezzi” (secondo il lungimirante monito di Papa Francesco), si va unificando sotto l’azione irresponsabile dei suoi registi. Col ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d’America le azioni di guerra sembrano esser diventate non più e non solo un riprovevole strumento di risoluzione delle controversie internazionali, ma addirittura un mezzo preliminare di attivazione dei rapporti negoziali, utili per creare condizioni iniziali di squilibrio tra le parti nelle trattative diplomatiche, ormai ricondotte al quadro della negoziazione bilaterale. L’ultima riunione del G7 in Canada, con l’anticipato abbandono del tavolo da parte del Presidente USA e l’invio dei bombardieri in Iran in spregio alle dichiarazioni congiunte appena formulate, mostra la crisi, se non la fine, dell’approccio multilaterale alla regolazione dei rapporti internazionali.
I “potenti di questo mondo” giocano alla guerra, con apparente arroganza e prepotenza, adottando una inconcepibile asimmetria di valutazione della vita delle persone umane, considerata massima per i propri connazionali e nulla per gli appartenenti a nazioni “nemiche”. È un approccio culturale, etico e morale inaccettabile, profondamente e sostanzialmente razzista. L’attuale direzione della storia umana è radicalmente autodistruttiva: nessuna stabilità e prosperità possono fondarsi sul terrore e sulla repressione o soppressione (con prassi anche para-genocidarie) di popolazioni considerate ostili. Inoltre il potenziale distruttivo dell’arsenale nucleare è inoltre assoluto e radicale.
Almeno quattro principi devono essere considerati essenziali per la costruzione di un vero ordine mondiale orientato alla pace e allo sviluppo:
1)
In linea col principio della fraternità universale, il multilateralismo come approccio alle controversie internazionali e la diplomazia come unico sistema della loro risoluzione;
2)
In linea col principio della destinazione universale dei beni, dati il rischio di autodistruzione dell’umanità della dotazione bellica atomica esistente e quello di diversione a usi militari delle tecnologie nucleari anche nate per applicazione civile, la custodia degli arsenali atomici e la gestione dei programmi di sviluppo delle tecnologie nucleari dovranno essere sottratte alla esclusiva responsabilità delle nazioni e rimanere sotto l’egida e il controllo dell’organizzazione multilaterale che gestisce i rapporti internazionali (una ONU fortemente rinnovata);
3)
In linea col principio di identica responsabilità di tutti di fronte alla comunità umana, l’instaurazione di un diritto internazionale universalmente vincolante, senza possibilità di escludere alcuno Stato dalla giurisdizione penale internazionale;
4)
L’abrogazione del diritto di veto su decisioni e risoluzioni relativi a conflitti in corso per i Paesi coinvolti direttamente o indirettamente in operazioni militari ad essi relativi.
Al di fuori di questa prospettiva comune e multilaterale l’umanità è destinata all’ autodistruzione.
Come i discepoli che (ci ha ricordato la Liturgia domenicale del Corpus Domini) si trovavano in terra
deserta e privi di risorse adeguate, anche noi desideriamo portare a Gesù i nostri pochi pani e pochi
pesci, nella fiducia più piena che la condivisione della nostra piccolezza, di per sé insufficiente, se
donata con amore e con speranza, è risorsa potente per ogni necessità.
Avviando il suo consapevole cammino di passione redentiva, nell’orto degli ulivi Gesù rifiuta la spada
perfino per la difesa della sua stessa vita, consapevole che gli strumenti di morte non possono
costruire né futuro né presente per l’uomo.
Santità, la “Piccola Comunità Nuovi Orizzonti di Messina”, composta da donne e uomini che si
interrogano sul modo più vero ed efficace per esprimere la propria fede nell’Amore di Dio come
speranza concreta per l’uomo di oggi, Le esprime il desiderio di adoperarsi e lottare con Lei per
“una pace disarmata e disarmante”, per il disarmo unilaterale e universale.