Cuori d’Occidente

di Nino Gussio -

Forse è una bufala ma si dice in giro che anche i vertici dei poteri statali hanno un cuore.

La Francia, il Regno Unito, il Canadà riconosceranno a settembre lo Stato della Palestina se non si ferma l'eccidio indiscriminato a Gaza e la persecuzione in Cisgiordania.

Pare che perfino Trump abbia un cuore, balbetta che a Gaza qualcosa di molesto è successo ai cittadini e il cuore della cristiana mamma Meloni freme ma tace, non vuole dispiacere al suo potente amico palazzinaro, nonché presidente, non vuole essere scortese con Netanyahu che si straccia le vesti perché non accetta di essere additato come un criminale stragista nonostante gli oltre sessantamila gazawi, nonostante l'uso della fame come strumento bellico per dasertificare il territorio di Gaza dai suoi abitanti. Non ammette colpe per sé e per il suo esercito, la colpa è solo di Hamas che gli ha fatto perdere la testa tanto da commettere atti così esecrabili che appaiono come una riproduzione dei misfatti nazisti.

Qualche cuore quindi batte ad occidente e se gli europei vanno dove li porta il cuore è ipotizzabile che i sopravvissuti palestinesi saranno ancora vivi e sulla loro terra, anche se esistenzialmente molto ammaccati e riusciranno di intraprendere l'enorme compito di costruire una società libera e uno stato da tutti rispettato, soprattutto dagli israeliani che hanno bisogno di pace e di serenità come i palestinesi.

Ma Netanyahu e la cricca dei fondamentalisti messianici dicono: Non cantate vittorie umanitarie, conta solo quella imposta dalle armi ed è e sarà sempre nostra. I palestinesi e tutto il Medioriente, se non si sottomettono alle nostre volontà, non avranno mai requie, la pace è preda di chi sa massacrare, devastare meglio e di più non degli illusi velleitari fautori di riappacificazioni, speranzosi di un futuro migliore, fondato sul primato della persona. Non vi sono diretti inalienabili dell'umanità, l'ONU è un residuato del ciarpame ideologico, contano la potenza politica-economica degli stati, l'arbitrio della forza. Perché noi ebrei dovremmo fare eccezione? Per il nostro passato di vittime della brutalità nazifascista e di un'Europa da sempre razzista e carnefice? Le società, gli stati, non si sono modellati sull esempio del pio e solerte Abele ma sul famelico, inquieto Caino.