Tragedie senza catarsi

Teatro Regina Margherita di Racalmuto (AG) - foto nuovosoldo.com

di Nino Gussio -

"Il fin della poesia è la meraviglia e chi non sa meravigliare vada alla striglia". Questi versi del poeta barocco G. Battista Marini erano sepolti nella mia memoria remota e li ha fatti affiorare Donald Trump quando ha detto: "Netanyahu è un eroe di guerra e credo di esserlo anch'io". La sua politica mostruosa e le sue parole suscitano meraviglia e sgomento, il suo esercizio del potere ha toni immaginifici ed è capace di lasciarci attoniti andando oltre l'imprevedibile del comune sentire.

Netanyahu, da buon geometra del terrore riesce ad interpretare con i fatti il perverso pensiero trumpiano che però rischia di non essere tramandato alle future generazioni perché, in concerto con altri leader, anch'essi pronti a realizzare le proprie fantasie belliche, l'umanità rischia di non avere future generazioni.

Speriamo che sia solo una ipotesi funesta e che ci sia caro l'ingenuo slogan "L'immaginazione al potere" che negli anni '70 gridavano i giovani rivoluzionari. L'intento contenuto nello slogan era combattere ed eliminare tutte le violenze sociali economiche e politiche per creare società libere, solidali tra uguali e persone il cui scopo è la felicità di essere al mondo amando.

Ora il cinismo del sistema di potere, ormai consolidato nel mondo mette in campo leader da operetta alla Trump, improvvisatori di malvagità efferate, fini dicitori della retorica del bene e operatori di sterminio degli inermi. Il sipario ancora non cala, forse vi è un lungo atto unico e finale.