Gloria alla tecnologia

FELICE CANONICO (Messina, 1922 - Milano, 1997) "Ode barbara" 1957 - Tecnica mista e collage su tavola, cm 31x53

FELICE CANONICO (Messina, 1922 - Milano, 1997) "Ode barbara" 1957 - Tecnica mista e collage su tavola, cm 31x53

di Nino Gussio -

 

Gloria alla tecnologia

Che fa potenti gli stupidi

E invincibili gli assassini

Gloria a tutte le armi

Alle armi laser, a quelle

Nucleari

Gloria all'odio indotto

Alla violenza razzista

A quella di tutti i giorni che umilia

E nullifica le vite degli esclusi

Degli ultimi.

Miseri i nobili spiriti

I santi, i martiri che hanno creduto

Nell'uomo

Nel tempo ormai senza futuro

Le umane iene

Nel deserto della vita

Irridono alla bellezza

All'amore

 

Trump non sa o non vuole tenere al guinzaglio il mastino Netanyahu che convinto di aver garantita l’impunità assoluta fa dilagare la sua ferocia oltre ogni limite. Aver colpito il Qatar, alleato USA, mediatore tra Israele e Hamas, componente dell’alleanza, a guida usa tra paesi arabi e Israele, detta l'Accordo di Abramo dimostra brutale arroganza e che la liberazione degli ostaggi israeliani in mano ad Hamas non è prioritaria, è invece un incomodo da eliminare per motivi di politica interna e spera che sia l’ottusità di Hamas a toglierlo.

La strategia folle dell’incredible governo israeliano non è interessata a una pace mediorientale ma a una perenne supremazia per un condizionamento arrogante dei singoli stati. Poco importa che la popolazione israeliana sia in perenne precarietà, odiata dai popoli vicini, invisa alla maggioranza dei popoli di tutto il mondo e esposta a rappresaglie terroristiche, contano le sorti di questo governo e che Il suo leader non sia processato per corruzione e messo in galera come è prassi negli stati democratici secondo le leggi.

L’ex capo di stato maggiore dell’esercito israeliano calcola che tra morti e feriti vi siano 200000 vittime su una popolazione di circa 2000000 di esseri umani che oltre alle uccisioni subiscono l'esodo forzato verso il nulla della fame, della precarietà, della disperazione.

Se la politica della diplomazia internazionale discute per inanità su questa tragedia senza imporre nessuna sanzione a Israele se non il vacuo riconoscimento dell'inesistente stato palestinese dà giocoforza un riconoscimento al terrorismo islamico perché allo stato delle cose è l’unica lotta possibile contro uno stato israeliano e contro la super potenza protettrice ma sappiamo tutti che il terrorismo peggiora la situazione per tutti e non può fornire soluzioni; la pace è figlia della saggezza e della lungimiranza non dell’imperio delle armi e di esse non se ne vedono traccia in Hamas (che dovrebbe aver a cuore soltanto la vita dei cittadini gazawi, non della sua sopravvivenza politico-militare) e nemmeno nel fu democratico stato di Israele convinto che la miglior difesa è l’offesa terroristica genocidaria. Ma le note dolenti non provengono soltanto dal Medio Oriente, un urlo di dolore di rabbia, di odio di disperazione dilaga per il mondo e non vi è nessuno tranne qualche minoranza come la Global Sumud Flotilla, che sappia interpretarlo per tentare una uscita, un riscatto.

Non possiamo cedere alle pulsioni di rappresaglia, all’occhio per l’occhio… altrimenti la diamo vinta ai fautori della violenza, ai mestatori dello scontro sociale, etnico, nazionale che su di essi fondano il loro potere e per essi distorcono i valori delle religioni, delle appartenenze patrie, dell’amore familiare.