Stop accordi tra Università di Messina e Hebrew University
Nella Striscia di Gaza si consuma un genocidio sotto gli occhi del mondo. Le
stime ONU (ribassate di almeno il 40% parlano di oltre 65.000 morti, di cui
l'83% civili: donne, bambini, studenti, giornalisti, medici. E' un massacro che non
si puo più negare né coprire con parole vuote o richiami astratti al "dialogo".
Eppure l'Università di Messina mantiene un accordo quadro con !a Hebrew
University of Jerusalem, istituzione direttamente implicata nell'apparato
coloniale e militare israeliano, nell'occupazione illegale di terre palestinesi,
nella produzione di tecnologie belliche e nella repressione nei Territori
Occupati. Continuare a collaborare con questa università non è un gesto
neutrale: è una scelta politica di complicità.
Come cittadinanza, comunità studentesca, come docenti e come soggettività politiche noi chiediamo con forza: la sospensione immediata di tutti gli accordi tra Unime e la Hebrew University; l'istituzione di borse di studio per studenti e studentesse palestinesi, come segno concreto di solidarietà e di impegno. Non si tratta di chiudere spazi di confronto, ma di non essere complici. Non si
tratta di censurare, ma di impedire che i timbri istituzionali vengano posti sopra
le macerie di un massacro. Non basta parlare di "ponti" quando si è dalla parte
di chi bombarda ospedali, università e campi profughi.
L'accademia ha una responsabilità: educare, denunciare, resistere. Gli attuali
accordi minano la coerenza della nostra università con i valori stessi di libertà,
giustizia e diritti umani. Oggi l'UNIME si trova davanti a un aut-aut: o scegliere
l'indifferenza, e dunque Ia complicità, oppure farsi Iuogo di circolazione di
saperi liberi, decolonizzati, schierati con chi resiste all'annientamento.
Per un'università non asservita al genocidio.
26 SETTEMBRE PRESIDIO DI FRONTE AL RETTORATO
ore 9 (PIAZZA PUGLIATTI, MESSINA)