Combattenti senz’armi, eroi …

Combattenti senz’armi, eroi …

Manifestazione del 3 ottobre a Messina (foto nuovosoldo.com)di Nino Gussio -

Guai ai popoli che hanno bisogno di eroi fa dire Brecht a Galileo nell’omonima commedia. In questo tempo di oppressori, di assassini, di falsificatori gli eroi sono fuori il contesto sociale e dal governo italiano sono tacciati come provocatori, velleitari senza seguito che sono di ostacolo al presunto processo di pace in corso tra Israele e Hamas.

Dei gazawi, dei palestinesi della Cisgiordania non se ne fa riferimento, non sono protagonisti né nel conflitto, né nella ipotetica pace, sono invece oggetto di massacro, di oppressione e di espulsione dalle loro terre; non meritano né patria, né stato, non hanno la forza militare per ottenerli e la nuda verità che come popolo vi vivono da almeno duemila anni non sembra valida per avere il diritto di continuare a viverci magari pacificamente e riconosciuti, garantiti come liberi cittadini di uno stato. Il diritto invece si fonda sull'arroganza della supremazia delle armi con la quale gli israeliani realizzano la promessa di Dio di una terra dove vivere e prosperare ma ignorano che il loro Dio è universale, non tribale, che è anche Dio dei mussulmani e dei cristiani. Dire che i fedeli delle tre religioni devono praticare le virtù della tolleranza e della solidarietà fraterne dovrebbe essere spontanea conseguenza.

Ma la storia e la cronaca smentiscono questa evidenza dal momento che le religioni sono asservite alle malefatte degli umani e l’odio e la violenza dilagano come se la crudeltà fosse la sola verità a cui essi aderiscono; a Gaza, per l’impiego di armi tecnologicamente molto letali in dotazione all'esercito israeliano la crudeltà persegue lo sterminio totale.

Niente eroi quindi ma soldati di entrambi i fronti addestrati alla cieca violenza di cui le vittime sono gli inermi soprattutto donne e bambini (1200 circa sono gli israeliani trucidati il 23 ottobre del 2023 e 70.000 circa sono a tutt’ora le vittime gazawi.

Gli eroi di oggi non sono i combattenti ben armati ma in modo sorprendente sono i non violenti pacifisti, avanguardie dei milioni di manifestanti di tutto il mondo che su barche a vela vanno verso le coste di Gaza per portare solidarietà e cibo ad un popolo senza alcuna difesa, ostacolato perfino nella nuda sopravvivenza. Sono circa i 500 della Global Sumud Flottilia, provengono da diverse nazioni, non hanno un nemico da affrontare ma la determinazione di testimoniare che l’ecatombe deve cessare. Sappiamo che la marina militare israeliana li ha assaliti, sequestrati in acque internazionali e imprigionati. Saranno trasferirti in Europa più per convenienze diplomatiche che per rispetto della loro statura morale. Sono gli antesignani della futura necessaria pacificazione, del compianto unanime e universale che unisce le vittime del 7 ottobre e le vittime di questa scellerata guerra ancora in atto.

Molti storceranno la bocca nel sentire definire eroi gli attivisti della Global Sumud Flottilia solo perchè la loro impresa non è finta in modo tragico o perchè gli eroi si immolano, non disturbano le efferatezze e le complicità degli stati. I nostri eroi credono alla inviolabilità della vita, combattono come eroi disarmati per il rispetto dei popoli e delle persone e obbediscono alla loro libera coscienza che li spinge a testimoniare, contestando la brutalità della guerra e di qualsiasi altra violenza, la fine del processo di disumanizzazione e la necessità di preparare un futuro di pace.

 

COMMENTI

A parte i soliti specializzati a trasformare una manifestazione pacifica in occasione offerta alla politica per denigrare milioni di persone, gli eroi sono quanti escono di casa e si dissociano dalle politiche dei sedicenti "grandi". Quanti "pagano" con tempo e denaro perso dallo stipendio, il loro diritto all'indignazione.

Felice Scalia

Proprio così, gli “eroi” di cui tu parli sono figure luminose: uomini e donne che, senza clamore, scelgono di restare umani. Ed è forse proprio questa, oggi, la più grande forma di eroismo. Gli eroi ci sono, ma non trovano spazio nei racconti ufficiali e tu restituisci voce a quesi eroi che agiscono in nome di un’etica universale, lontano dalle convenienze diplomatiche e dagli schieramenti.

Barbara Smedili