Amare gli altri è una pesante croce
Georgio Carpintieri (1928) "Senza titolo" acquaforte, cm 69,5 x 50
di Nino Gussio -
Non è solo questione di libertà scegliere tra il bene e il male, il bene è l'unico orizzonte possibile, la scelta morale nasce quando dobbiamo conciliare il proprio bene, l'amore per sé stessi con il bene del prossimo ovvero dell'intera umanità che purtroppo, essendo ottusamente capaci di poco amore, sentiamo distante e spesso nemica.
Pur essendo fatti della stessa creta, pur avendo le stesse fragilità, le stesse necessità vitali, le stesse aspirazioni alla felicità, lo stesso desiderio d'amore non siamo capaci di conciliare empaticamente il personale vissuto con quello che ci sta accanto, la specie umana è sentita come un'astrazione concettuale, non come un'appartenenza necessaria e radicale; "amare gli altri è una pesante croce", dice Pasternak e noi stentiamo a reggere la nostra. Non ci sentiamo ispirati dalla bellezza della vita, non ne sentiamo la drammaticità. L'alienazione conseguente ci isola, non risolve i contrasti con le pulsioni inconsce e rende le relazioni strumentali, anche quelle amorose.
L'ego si trova in una condizione coercitiva, mancando una corrispondenza dialettica tra l'es e il super-io è costretto ad indossare la maschera del conformismo violento. Non ci siamo liberati dalla innata crudeltà, l'odio, la violenza sono i cardini con i quali si reggono le istituzioni statali e sono espressioni del disagio sociale che a causa della irrilevanza personale, di un anonimato reificante genera una afasia morale e spirituale.
Nel marasma della perdita di valori religiosi, morali e culturali non vi è sentore di un'alternativa ai fatti, alla narrazione del presente, nessuno più si dichiara ateo per ribellarsi all'iniquità del nostro stato naturale, della perenne ingiustizia sociale, politica economica mascherata dalla falsificazione delle verità salviche e vitali.
A nessuno interessa definire la dimensione umana, gli intellettuali, tacitati dallo strapotere tecnologico, inseguono successi e prebende, è tutto spettacolo, esposizione di mercanzia spesso fasulla perché priva di passione.
La libertà almeno in occidente si riduce alla vanità dell'esibizione del proprio stile di vita, è la ricerca di occasioni da coglier secondo proprio egoismo e non una scelta di formare la persona nell'amore, nella conoscenza nel voler appartenere a qualcosa che è più del proprio io, non viviamo di solo pane ma ci accontentiamo di vanitose futilità. Ribellarsi è giusto ma se non si hanno intime forti motivazioni al massimo ci si indigna e tutto rimane desolatamente come prima, una immensa intercontinentale palude dove il gracidare imperioso delle rane leader di stati, dominata dalla tecno-economia assorda, con l'ausilio dei mass-media, le anime e depotenzia le volontà.
Eppure, non tutto è da considerarsi disperatamente inappellabile, il genocidio perpetrato a Gaza ha risvegliato le coscienze di molti cittadini del mondo, soprattutto giovani, il criminale funambolismo di Trump, il perverso bellicismo antistorico di Putin, l'ipocrita inanità europea, i conflitti creati ad arte in ogni parte del mondo per confutare i diritti dei popoli, la coercizione planetaria delle libertà personali hanno delegittimato moralmente e politicamente l'apparato di potere che regge il mondo.
I cambiamenti sono lenti e sottotraccia e mentre i sovranisti, i neofascisti beceri populisti dilagano nel mondo con ottuso violento arbitrio e cantano vittoria si sta preparando la loro indecorosa fine e di coloro che dietro le quinte li manovrano. La loro fine è inscritta in un prossimo futuro se vogliamo che le cellule tumorali del malaffare economico, della brutalità sociale della risorgente violenza politico-militarista non si trasformino in metastasi.
Poiché il personale è politico e l'economia, la tecno-scienza non possono essere separati dal bene della vita fermare il decorso della metastasi dipende esclusivamente da ognuno di noi. Dobbiamo sconfessare, esautorare i signori delle guerre che immagazzinano armi cosi letali da prefigurare la morte planetaria dei viventi, dobbiamo imporre che solo l'amore, la libertà, la conoscenza ci liberano dalla minorità naturale, non il profitto, non l'arbitrario sfruttamento della terra, la ricerca della felicità è nelle nostre facoltà fa parte della nostra indole e niente e nessuno deve costringerci a diventare vittime-carnefici in nome di poteri infestati dalla disumanità.