Pratiche di educazione all’affettività
Testo dell’intervento di Angela Maria Trimarchi, presidente della sezione ANPI Messina jonica F. Garufi, all’incontro Contro la violenza sulle donne – organizzato dall’Associazione Pochi ma buoni e dall’anonimo donatore dei murales - Comune di Nizza - 25 novembre 2025
di Angela Maria Trimarchi -
I murales, nella felice intuizione di Tommaso Campanella, sono un efficace strumento di educazione all’affettività e all’educazione emotiva. Immagini che educano (e-duco, fanno uscire la persona sociale) lasciando a chi guarda, girandoci intorno fin da bambino, l’interpretazione spontanea e immediata, la comprensione intuitiva. Tali possono dirsi i murales realizzati da Salvatore Ligama a Nizza di Sicilia: Chi ama protegge e Baciate e uccise. L’amore non è violenza
Quest’ultimo svelato il 25 novembre dello scorso anno, ci restituisce una Lorena Quaranta sorridente, che stringe tra le braccia il suo non-visibile e non-percepibile assassino. Lei emancipata umanamente e socialmente, lui fragile e incompiuto figlio di una società patriarcale e sessista, incapace di gestire stereotipi, imbevuto di modelli tradizionali di maschilità, carico di rabbia e senso di frustrazione.
Gruppi di autocoscienza maschile e maschile plurale indagano proprio su queste fragilità, esplorando temi e problemi legati ad una identità in profonda trasformazione, per stimolare un cambiamento.
Gino Cecchettin, padre di Giulia, anch’essa vittima di una relazione abusiva, afferma con determinazione e forza encomiabile: La perdita di Giulia ha scosso le fondamenta della mia esistenza e mi ha spinto a un impegno incrollabile contro la violenza di genere. La fondazione Giulia Cecchettin, nata dalla volontà di Gino e da quella dei due figli, vuole trasformare il dolore in un impegno concreto, in un’opportunità per la società. La Fondazione vuole parlare di ciò che si può fare prima: la prevenzione e l’educazione.
Quale educazione e soprattutto chi dovrebbe occuparsene? Educazione all’affettività, educazione emotiva, educazione sessuale?
Marzia Camarda ha recentemente pubblicato avvalendosi di un’ampia e colta collaborazione, il Dizionario di genere. Definizioni e relazioni per la comprensione dei fenomeni sociali legati al genere. Il più esteso censimento mai realizzato relativo ai fenomeni sociali riguardanti il genere. Un dizionario tecnico che raccoglie 2417 lemmi sugli stereotipi, le false narrazioni, gli svantaggi a carico delle donne e di soggettività marginalizzate o oppresse, incluse culture e popolazioni.
Il Dizionario ha l’intento di fornire strumenti per usare le parole giuste, per riconoscere fenomeni che individuiamo confusamente o che passano inosservati o che non si sanno contestualizzare.
Da questo dizionario leggiamo Educazione sessuale: «Con questa locuzione si intende quell’insieme di conoscenze e competenze necessarie per affrontare la propria sessualità e quella dei/delle partner in maniera consapevole. L’educazione sessuale insegna a familiarizzare con il proprio corpo e i suoi cambiamenti, con i cambiamenti della pubertà, con la salute sessuale e la genitorialità consapevole.
Inoltre, l’educazione sessuale non andrebbe disgiunta da un’adeguata educazione all’affettività e da un’educazione emotiva.
Seppur con notevoli differenze rispetto ad approcci e programmi, in 19 Paesi europei l’educazione sessuale è obbligatoria. In Italia l’educazione sessuale non viene insegnata nelle scuole (per lo più per motivi ideologici legate al tabù cattolico e alla pressione dei movimenti pro-vita); il personale docente spesso non ha la formazione specifica per affrontare il tema; i genitori hanno talvolta un’idea irrealistica o poco informata della sessualità infantile e temono che la prole venga traviata, generando più l’effetto contrario.
Questa mancanza di educazione ha importanti conseguenze sulla vita delle persone, perché gli adolescenti imparano ciò che riguarda il sesso soprattutto dalla pornografia mainstream, dai racconti dei coetanei e da Internet. La pornografia rappresenta spesso un immaginario machista, violento, disgiunto dall’affettività e spesso anche molto stereotipato».
Giuseppe Valditara, di contro, perentorio afferma: «Veniamo alla educazione sessuale. Una premessa: i femminicidi non si combattono con l'educazione sessuale: l'educazione sessuale si fa da decenni nei Paesi del Nord Europa che però nel mondo occidentale sono in cima alla lista per femminicidi e violenze sessuali, con tassi di molto superiori all'Italia.
L'educazione sessuale è importante per una corretta conoscenza del corpo e della sua evoluzione biologica, per una protezione dai rischi di malattie sessualmente trasmissibili e per una consapevole gestione della sessualità. Al riguardo è falso affermare che il ddl sul consenso informato abbia eliminato l'educazione sessuale.
Al contrario, il testo precisa proprio: «Fermo restando quanto previsto dalle Indicazioni nazionali». Nelle nuove Indicazioni, 2025, nel corso di scienze è previsto fra l'altro lo studio delle differenze sessuali fra maschio e femmina, della evoluzione sessuale del corpo, della riproduzione, del concepimento e della procreazione, delle caratteristiche della pubertà, dei rischi derivanti dalle malattie sessualmente trasmesse».
Il ministro risponde alle contestazioni mossegli (la sua risposta è pubblicata sul sito della P.I.) da Carlo Verdelli, sul Corriere della Sera, Educazione sessuale. Il passo indietro delle scuole. Secondo Verdelli il Ddl sul consenso informato rappresenta un passo indietro nelle scuole. Vietare l’insegnamento dell’educazione sessuale nella scuola dell’infanzia, nella primaria e secondaria di primo grado, demandarla alla secondaria di secondo grado e comunque previo consenso informato scritto delle famiglie contraddice le evidenze scientifiche.
L'analisi dei risultati raggiunti dai diversi Paesi europei, nei quali è previsto tale insegnamento, dimostra che un'adeguata educazione affettiva e sessuale provoca impatti positivi sulla riduzione delle gravidanze e degli aborti nelle adolescenti, sulla riduzione delle infezioni da HIV e a trasmissione sessuale tra i giovani nella fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni, nonchè sulla diminuzione di abusi sessuali e di episodi di omofobia. La scarsa consapevolezza sulle malattie sessualmente trasmissibili ne ha causato un aumento nei giovani tra i 15 e i 25 anni: gonorrea (50%) raddoppiati i casi negli ultimi due anni una cosa mai vista prima, sifilide (26%) e clamidia (20%) e HIV è tornato a crescere. Nel 20% dei casi (1 donna su cinque) la localizzazione dell’infezione gonococcica è nella gola. Il che ci fa comprendere quanto siano diffusi i rapporti orali, che si considerano sicuri. (Istituto superiore Sanità e SimaSt -Società Interdisciplinare per lo studio delle Malattie Sessualmente Trasmissibili).
Sono aumentati i siti di incontri, si fa scarso uso del preservativo, c’è poca informazione. La strategia vincente: informazione e fare i test quando compare qualche fastidio a livello genitale.
In Sicilia, ogni anno si registrano 180 casi di tumore della cervice uterina. Nonostante la capillare informazione dei programmi di screening (Pap test spedito a domicilio per le fasce di età tra i 24 e i 65 anni) e di offerta vaccinale, l’adesione della popolazione ai test non ha raggiunto i valori ottimali necessari a contrastare efficacemente la patologia. Il vaccino anti-papilloma virus è offerto gratuitamente ai ragazzi e alle ragazze di 11 anni. Nella quasi totalità dei casi il tumore è causato da un’infezione, trasmissibile per via sessuale, che continua a rappresentare nel nostro Paese e nel mondo una grave emergenza di salute pubblica.
Mia opinione è che l’educazione sessuale non può essere demandata esclusivamente ai docenti, ma debba essere affidata a medici, ginecologi e psicologi che possono anche aiutare chi, nonostante abbia la manifestazione clinica di alcune patologie, non fa screening e test. Esistono i consultori per incrementare una relazione tra servizio sanitario e mondo della scuola. La legge n.34/1996 ha fissato la presenza di un consultorio ogni ventimila abitanti, ma non esistono prescrizioni vincolanti per le Regioni. In alcune Regioni (come la Toscana) la riorganizzazione dei Consultori ha consentito l’accesso a queste strutture ai ragazzi/e di 13 anni. Perché è fondamentale intervenire prima possibile, negli anni della formazione della persona, con un’informazione seria, scientifica veicolata da un professionista, con competenza clinica e calore umano.
Mentre l’educazione all’affettività e l’educazione emotiva devono, ed è prassi pedagogica consolidata, interessare in modo trasversale tutte le discipline. Tant’è che sono argomento di esame nei concorsi per docenti: Intelligenza emotiva che cos’è e perché può renderci felici di Daniel Goleman e Il problema dell’empatia di Edith Stein.
Giuseppe Valditara: «L'opposizione fa propaganda affermando che impediremmo l'educazione sessuale nelle scuole. La legge sul consenso informato ha piuttosto lo scopo di non creare confusione nei bambini insegnando le cosiddette teorie gender, cioè teorie secondo cui accanto ad un genere maschile e femminile ci sarebbero altre identità di genere che non sono né maschili né femminili. Siccome l'articolo 30 della Costituzione attribuisce innanzitutto ai genitori il compito di educare i figli, riteniamo giusto che siano i genitori di minori a decidere se far frequentare ai figli adolescenti lezioni sulla identità di genere dopo aver avuto adeguate informazioni sul contenuto dei corsi. In questo caso non sarà più possibile per associazioni ideologizzate far propaganda, spesso retribuita dai contribuenti, nelle scuole: le lezioni dovranno essere affidate a professionisti seri: psicologi, medici, docenti universitari. La riforma del consenso informato rappresenta un passo avanti nella cultura del rispetto e non certo «un passo indietro».
Le parole del ministro sono un insulto verso docenti e Dirigenti, che, a suo dire sembrano incapaci di strutturare un’offerta formativa degna di questo nome: tant’è che propone di sottoporre al consenso dei genitori iniziative extra-curricolari offerte alle scuole da associazioni ideologizzate. Sembra ignorare che il PTOF (che poi è parte integrante del curriculo) è pubblicato sui siti delle scuole e deve essere preso in visione dai genitori, insieme al Patto di corresponsabilità educativa (che deve essere firmato) e al Regolamento d’Istituto.
Le sue parole sono uno schiaffo per chi non è maschio né femmina: «La legge sul consenso informato ha piuttosto lo scopo di non creare confusione nei bambini insegnando le cosiddette teorie gender, cioè teorie secondo cui accanto ad un genere maschile e femminile ci sarebbero altre identità di genere che non sono né maschili né femminili». Se Valditara conoscesse il contenuto del Simposio di Platone chiederebbe il consenso informato anche per le lezioni di filosofia. In questo dialogo, che ha per tema l’amore, Aristofane quando arriva il suo turno, racconta il mito degli androgini, Questo mito ha trovato la sua diffusione mediatica nel racconto di Marina Massironi ai commensali Aldo Giovanni e Giacomo, nel film Tre uomini e una gamba. Gli uomini e le donne originariamente erano uniti in un unico corpo, con quattro gambe, quattro braccia, quattro occhi. Erano talmente forti da preoccupare Zeus. A questo punto la Massironi prende un coltello e taglia una mela che ha tra le mani in due parti.
Ma il lavoro di traduzione e interpretazione dei testi greci di Platone di Giovanni Reale (sintesi delle ricerche della scuola di Tubinga) negli anni 2000 integra il mito: i generi non erano due, bensì tre, maschi, femmine e un terzo sesso che partecipava della natura femminile e maschile. Zeus li taglia in due come quelli che mettono le sorbe (non la mela) ad essiccare: una metà cerca l’altra. Quindi anche uomini che cercano uomini e donne che cercano donne. Ma un corpo che cerca un altro corpo si indebolisce e Zeus ha raggiunto il suo obiettivo.
Qual è il vero amore?
Interviene nella discussione Alcibiade, ferito nel suo amor proprio e accecato dalla gelosia verso il bellissimo Agatone. Racconta di aver invitato Socrate a fare ginnastica con lui, poi di averlo invitato a cena ed infine, in uno di questi dopo cena, di avergli proposto nel buio della stanza di diventare suo amante. E Socrate, dopo averlo ascoltato con molta della sua ironia, obietta che Alcibiade bello è guidato dall’attrazione fisica e non dalla mente. Alcibiade non si arrende, prende il suo mantello, siamo in inverno, si avvicina a Socrate coperto dal suo mantello logoro e consunto, e gli getta le braccia al collo. Socrate rimane impassibile e Alcibiade amareggiato confessa di avere passato la notte: «Come se avessi dormito con mio padre o con mio fratello maggiore». Socrate lo mette a tacere davanti a tutti, come un maestro che riprende l’allievo incapace di comprendere il messaggio: «La vista della mente impara a vedere in modo acuto, quando quella degli occhi incomincia a perdere la sua acutezza, e tu da questo sei molto lontano».
L’amore non nasce dall’unione di corpi, ma da affinità elettiva. L’amore travalica le apparenze e sa vedere con gli occhi della mente. Bisogna insegnare non solo come funziona un corpo, nelle lezioni di scienze, ma come funzionano le emozioni e come si costruisce una relazione paritaria.
Il ruolo delle nonne e dei nonni.
Un ruolo fondamentale nella educazione emotiva ieri e oggi, lo hanno i nonni: narratori per antonomasia e oggi relegati a esclusive funzioni di cura.
Lo stupro, argomento complesso e ritenuto non adatto ai bambini (che si teme possano essere traviati), è il tema di una favola popolare siciliana poco conosciuta e narrata alle bambine di fine Ottocento e primi del Novecento, che le nonne cercavano di proteggere dai pericoli di signorotti prevaricatori e violenti.
Una contadinella, stuprata da un principe, non si perde d’animo e chiama a testimone una serpe. Questa favola nelle due versioni femminista di Laura Gonzenbach (La serpe che testimoniò a favore della ragazza) e maschilista di Giuseppe Pitrè (Il figlio del re e il serpente) è narrata da Geny Foti e Carmelo Cocuccio, nell’ambito del progetto “Cuntu e mi cuntu” di Auser e Lute-Milazzo, ed è reperibile su YouTube.
Mia nonna, probabilmente con l’intenzione di darmi dei consigli nella mia evoluzione affettiva, mi raccontò un giorno che uno dei capi del suo corredo, cucito dalle suore sotto la guida esperta della maistra, era una camicia da notte con un grande foro sul davanti sul quale aveva ricamato a grandi lettere: Dio lo vuole.
Questa cosa la inquietava, non aveva il coraggio di chiedere, così arrivò terrorizzata alla prima notte di nozze. Mio nonno teneramente la prese tra le braccia: “Santa non quando Dio vuole, ma quando tu vorrai” e si addormentarono serenamente.
Era il 31 ottobre 1914. In Italia finalmente si era approdati alla nuova formulazione che il sesso senza consenso è stupro, ma una senatrice della Lega proprio oggi l’ha affossata in aula. Mio nonno era un fabbro, aveva frequentato la terza elementare, leggeva tutti i giorni il giornale e non prese la tessera del fascismo.
Analfabetismo funzionale ed una scuola sempre più nozionistica e poco formativa (scuola del merito e non dell’inclusione) sono i mali sociali ai quali bisognerebbe porre immediato rimedio.