Basta carne da cannone!
Paolo Masi (Firenze, 1933) "Senza titolo" 2007 - acrilici su tela, cm 20 x 20
di Nino Gussio -
Non basta l'occasionale, l'episodica commozione se tutto l'orrore si ripete come se i tragici eventi fossero ineluttabili, come se fossero un necessario olocausto per continuare a vivere come immeritevoli salvati in un oceano di sommersi.
Dovrebbe a tutti noi scattare una fiammata di calore e di sofferenza nell'apprendere l'ecatombe di giovani (l'età media è 15-16 anni) arsi come fuscelli mentre festeggiavano il capodanno in un locale di Crans-Montana (Svizzera). Queste vite bruciate hanno visi, nomi, futuri amori da dare e da ricevere negati dall'incuria della economia del profitto e del conformismo edonistico, le vittime delle guerre sono invece anonime seppellite con tutto il carico delle loro aspettative, dei loro bisogni, sono esubero, danno collaterale nella progressiva devastazione; l'atrocità non è più sentita come tale, ci si abitua, si è perfino disposti a patteggiare per l'uno o l'altro contendente, non per una umanità massacrata e ferita nei valori e nei diritti. Non è lecito rassegnarsi all'assassinio istituzionalizzato, all'annichilimento di giovani vite ignare di tutto se non della voglia di godere il bene di stare al mondo.
Le esistenze non devono essere consegnate alla indifferenza dei calcoli economici, alla protervia della violenza bellica, alla evanescenza della tragedia casuale, alla disperazione dell'emarginazione etc. La vita e la morte di ogni umano non sono separabili, siamo tutti prossimi nel dolore e nella gioia, siamo tutti prossimi nella tragedia, nella sofferenza, esprimiamo una individualità che è ad un tempo comunità di modi d'essere e di fare e unicità irripetibile; tali preziosi esseri non possono essere gettati nei bidoni della indifferenziata, non è carne da cannone, non è fuscello da ardere nell'inferno della quotidianità.
L'etica è necessaria per dare ordine e scopo all'amore che abbiamo per noi stessi e per il prossimo, tutto ciò che vive deve esserci caro, fonte di creatività e di solidarietà. Dobbiamo impedire che il mondo sia sovrastato e gestito da una cricca di criminali, dobbiamo, noi inermi, fare tesoro del discorso della montagna di Gesù e diventare muro invalicabile contro le devastazioni, contro l'annichilimento delle coscienze.
I Trump, i Putin, i Netanyahu sono la metastasi del vecchio e latente nazifascismo, ancora più potenti perché si avvalgono della tecnologia più avanzata. Ma nessuno può mettere l'umanità nel frullatore di questo infernale sistema globale per trasformarci in individui automizzati, strumenti e vittime passivi perché inconsapevoli se vogliamo essere protagonisti del bene da cui si origina la vita e il fine del nostro esistere.