Tutti eroi, tutti morti
Anonimo "Senza titolo" - Gouache su carta, cm 70 x 50
di Nino Gussio -
La frase "Tutti eroi, tutti morti" è stata scritta, durante la prima guerra mondiale su un muro di una casa diroccata dai bombardamenti probabilmente da un soldato ben consapevole delle inutili stragi in atto.
Tale scritta può essere ora adottata dai soldati e dal popolo ucraino perché della cosiddetta operazione speciale militare russa non si vede la fine e le vittime su entrambi i fronti hanno superato il milione e i cittadini ucraini vivono tutti i giorni nella devastazione e nella più assoluta precarietà.
Nessuno sa o vuole porre fine alla guerra se non vi è un vincitore, nessuno vuole imporre una pace ad esclusivo beneficio della vita, ma solo a vantaggio delle rispettive posizioni dei fautori dello scontro bellico i quali continuano a incrementare il business delle armi e le stragi di soldati e di inermi cittadini.
Tale condotta disumana nonostante l'intelligenza degli strateghi, il valore e il sacrificio dei soldati, l'impiego dei più sofisticati ordigni tecnologici denotano soltanto la follia della stupidità; anche i commentatori, i cronisti favorevoli alla pace non si sottraggono alla logica dello scontro, cercano di interpretare le strategie e gli scopi dei leader mettendo come sfondo l'esigenza di una immediata pace dei popoli pur sempre vittime anche se appartenenti ai fronti contrapposti.
I cittadini della federazione russa non hanno bisogno di nuove conquiste, (il loro territorio misura circa 10.000.000 di km quadrati e contiene tutte le risorse minerarie presenti nel mondo), non è utile alla loro vita quotidiana ripristinare l'impero zarista-sovietico che è solo l'ambizione del loro presidente Putin a riaffermare il ruolo di superpotenza globale in competizione con gli USA e con l'Europa.
Putin durante la messa del Natale ortodosso ha equiparato il sacrificio di Gesù Cristo salvatore dell'umanità a quello dei soldati russi salvatori della patria e dei valori della civiltà russa, che nessuno vuole minacciare, ma ovviamente ha voluto ignorare che Gesù vuole redimerci dalla violenza amando anche il nemico e che i soldati russi sono da lui costretti ad avere un nemico da uccidere e a essere a loro volta uccisi.
La retorica imbonitrice, che accende gli animi è diabolica perché usa la generosità, le energie e le capacità dei giovani non per il nobile fine del bene della vita ma per devastare, per annichilire vite e coscienze, risulta essere massiamente stupido perché è un crimine contro Dio e contro natura.
Per gli europei la "gloria militare " dovrebbe essere un retaggio del passato da abbandonare (dato che oltre alle ecatombi immani è costata ai cittadini europei la perdita della centralità politica ed economica nel mondo e la sottomissione all'imperialismo USA).
Per gli USA, che sono tornati al più feroce imperialismo, è necessario non potenziare la supremazia militare e l'esclusivo primato economico ma operare per la liberazione dell'umanità dai mali che da sempre affliggono gli umani e la terra, coinvolgendo tutti specialmente i loro competitori superpotenti e anche per la loro sicurezza interna e per dare al mondo una immagine migliore eliminando la brutalità del loro strapotere ma con grande sgomento stanno andando in direzione contraria. Trump, il loro imprevedibile presidente, è posseduto da una iperbolica rapacità e da illimitata arroganza di dominio.
Il mondo così facendo pare che si avvicini velocemente verso il baratro ed è stupido continuare a usare il meglio delle capacità umane per produrre ricchezze tossiche, primati politici-militari a detrimento della vita sulla terra e contro la speranza di un futuro che, fino a qualche decennio fa, si prospettava pacifico e solidale.
In questo mondo scellerato, che non sa orientarsi verso la pacificazione universale e il benessere globale, in questo nuovo anno, che fin dall'inizio, sì presenta quanto mai fosco, per impedire che i mezzi della sopraffazione siano usati come fini e per eliminare la perversione suicida dei poteri come genio della stoltezza, è urgente e necessario chiedersi: Se non ora quando si rinsavisce?