Creta modellata con lacrime e sangue

Nino Gussio -
I mostri sono tra noi e i più potenti governano il mondo. Non esiste divaricazione tra noi e loro siamo tutti elementi di questo amalgama malefico, il bene è una promessa non mantenuta, una chimera.
Amare senza la volontà del bene è la disperazione della bellezza e la latitanza sofferta della verità; è necessario che il divino sia in noi perché vi sia la verità del bene che è amore e bellezza.
La libertà non è una banderuola agitata dalla follia degli istinti, un uccello con un'ala rotta, arrancante nella via dell'insensatezza. L'uomo, uscito dalla buia caverna della serenità, colpito dai raggi solari e tramortito da tanta luce, piega la testa sulla terra e si sottrae alla luminosa verità del suo nuovo stato.
Non avendo coscienza di sé, della relazione tra lui e l'eterno divenire non sa dare nutrimento all'anima mentre il tempo impietoso lo attraversa e lo macera e il suo vissuto si riempie di grida, di vuote parole, di rumore. Ma in lui vi è anche il silenzio dell'attesa da cui nasce la creazione artistica mentre, come un naufrago, cerca una meta, un riscatto, soffre l'esilio dal cielo inesorabilmente distante.
Siamo fatti di una creta modellata con lacrime e sangue, votata alla morte. Siamo anche figli del Creatore divino, il nostro essere non si sgretola nelle mani del nulla, mantiene I'impronta di Dio e l'anima regola e dirige le nostre trasformazioni verso l'eterna permanenza.
Essendo mortali niente del nostro esistere è assoluto, l'amore è responsabilità di esistere da cui nasce il fiore raro e caduco della felicità. Siamo protagonisti del conflitto tra l'essere e il nulla, siamo la flebile luce che splende tenace nel buio delle afflizioni.