La Costituzione non si tocca: si attua
Partigiana della Costituzione, l’Anpi messinese valuta eccellente il voto referendario del 22 e 23 marzo. A Messina ha votato il 47,88% degli aventi diritto: il 58,85 per cento si è espresso nettamente per il NO. Sono cinque punti percentuali sopra la media nazionale, cinque punti che smentiscono clamorosamente luoghi comuni e “disprezzo” verso le genti meridionali, e verso i messinesi in particolare. Da qui è venuto il contributo maggiore, sui 14 milioni e mezzo che hanno votato NO, alla difesa della Costituzione, quella Costituzione che siciliani e meridionali hanno concorso a costruire partecipando attivamente alla lotta di Liberazione. Le nostre madri e i nostri padri costituenti la Costituzione l’hanno scritta e noi ce la stiamo tenendo cara. Con animo lieto festeggeremo tutti il prossimo 25 aprile: la Costituzione non si tocca, si attua.
Quello che ci ritroviamo intatto non è certo un sistema giudiziario del quale essere soddisfatti. Attraverso leggi ordinarie, provvedimenti di efficiente amministrazione, infoltimento di magistrati e personale, dotazione di mezzi e locali adeguati anche per lo svolgimento delle udienze, previsioni di interventi in legge finanziaria, si può migliorare la situazione e accorciare la durata dei processi. Non dimenticando quanto hanno fatto gli addetti all’Ufficio del processo, assunti nell’ambito del Pnrr, per smaltire il voluminoso arretrato, come si è verificato anche nella nostra provincia, nel distretto della Corte d’Appello di Messina. Mancano ancora 1.800 precari all’appello della stabilizzazione: l’Anpi sollecita dagli organi governativi uno sforzo necessario prima della scadenza del rapporto di lavoro, il 30 giugno 2026.
Il referendum non è un sondaggio d’opinione, non è un’indagine demoscopica: col voto referendario i cittadini decidono se una legge va promossa o bocciata. La partecipazione, come momento decisionale di democrazia diretta, è stata percepita pienamente dai cittadini, in controtendenza al pesante fenomeno dell’astensionismo.
Compiacimento dunque per il voto meridionale, ma ancor di più per quello dei giovani: i loro bisnonni l’hanno scritta e loro l’hanno salvata, la Costituzione. Le mosse governative avrebbero voluto metterli fuorigioco, dopo averli insultati e perseguitati: non poteva esserci migliore risposta. Tuttavia quella partecipazione e quel voto pongono una domanda ineludibile: vogliamo “bruciare” questa generazione? Al di là della possibili e vuote risposte retoriche, la Costituzione si attua nel momento in cui concretamente la Repubblica rimuove gli ostacoli che impediscono appunto a questa generazione il pieno sviluppo come persone e come cittadini.
Da canto suo, l’Anpi messinese è stata ben presente nella campagna referendaria, operando in collaborazione con il Comitato provinciale per il NO. Adesso si impegna a continuare a fare la “spoletta” sul telaio civile, avanti e indietro, fra memoria del passato, passione nel presente e pensiero rivolto al futuro.