1° MAGGIO, FESTA DEI LAVORATORI: UNA RIFLESSIONE
di Ivan Tripodi -
“Lavoro dignitoso” è lo slogan deciso da Uil, Cgil e Cisl per la celebrazione unitaria del Primo Maggio, Festa dei Lavoratori. Uno slogan che sintetizza una precisa e voluta scelta politico-sindacale finalizzata a considerare dirimente e fondamentale la tematica della dignità del lavoro. Una questione di estrema attualità poiché rappresenta una drammatica emergenza sociale che tocca la carne viva di un “esercito” di lavoratori e di giovani del nostro Paese e del territorio della provincia di Messina. La crisi economica morde ed è aggravata dalla gravissima instabilità internazionale costellata dai venti di guerra che soffiano a poca distanza dalle nostre latitudini. In questo scenario, oggettivamente difficile e pericolosamente incerto, il lavoro povero, rappresentato da salari bassi che perdono sempre più il già debole potere d’acquisto, costituisce un inaccettabile punto di non ritorno. I numeri in Italia sono drammatici e a Messina, città di frontiera del nostro Sud, sono ulteriormente nefasti: oltre la metà dei contribuenti, lavoratori e pensionati, dichiarano un reddito lordo annuo sotto i 15.000 euro, sono decine di migliaia i giovani che non studiano e non cercano lavoro, i cosiddetti neet, e il numero dei lavoratori in nero è ormai fuori controllo nonostante la costante azione di denuncia che portiamo avanti senza sosta. E, ancora, il dumping contrattuale è una indecente realtà da cancellare rapidamente poiché si tratta di un sistema criminogeno coniugato con l’adozione di contratti pirata firmati da pseudo associazioni datoriali in squallida combutta con sedicenti organizzazioni sindacali che non rappresentano nulla e che puntano a falcidiare le previsioni economiche e normative fissate dai Ccnl siglati da Cgil, Cisl e Uil“ lo ha affermato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina.
“Pertanto, viviamo una situazione non più tollerabile caratterizzata dalla necessità di riconquistare la dignità del lavoro che non può trasformarsi in moderno sfruttamento o in schiavismo 2.0. Partendo da questa fotografia di un Paese reale contraddistinto da drammi e sfruttamento, il Primo Maggio è un importante momento per riportare al centro del dibattito pubblico il tema del lavoro e dei diritti. Il mondo del lavoro sta cambiando profondamente e rilanciamo l’urgenza del riconoscimento di diritti fondamentali da sempre al centro delle nostre rivendicazioni: dal diritto a un lavoro dignitoso si innesta il rispetto delle persone e la sicurezza sul lavoro che evidenzia la mattanza rappresentata dal numero pauroso delle vittime di innocenti lavoratori che ogni anno, anche a Messina e provincia, perdono la vita sul posto di lavoro. Vi sono alcune emergenze che non possono più essere ignorate: la precarietà diffusa, soprattutto tra i giovani, il part-time involontario imposto e non scelto, i giovani fuori dal lavoro, il grave ritardo sull’occupazione femminile e sulle infrastrutture sociali. Quindi è indispensabile avere risposte chiare e precise che vadano nella direzione auspicata dal Sindacato confederale. Riteniamo che sia giunto il momento di fare un ulteriore passo in avanti e unire le energie, le voci e le esperienze per dare forza a chi oggi fatica ad averne e costruire una prospettiva concreta di futuro. Nel chiudere ci piace ricordare, anche quest’anno, la sempre attuale frase che, nel 1981, in occasione del massaggio di fine anno, disse Sandro Pertini, senza alcun dubbio il Presidente della Repubblica più amato dagli italiani. Infatti, egli affermò: “Io credo nel popolo italiano. E’ un popolo, generoso, laborioso, non chiede che lavoro, una casa e di poter curare la salute dei suoi cari, Non chiede quindi il paradiso in terra” ha così concluso Ivan Tripodi.