Caro Ministro ti scrivo, così mi distraggo un po’…
Free Palestine
Signor Ministro Valditara,
in qualità di insegnante, sento il dovere di chiarire un punto che riguarda non solo la mia categoria, ma la missione stessa della scuola. Lei ha affermato che i docenti non possono prendere posizione sulla tragedia di Gaza. Si tratta di un’affermazione grave... che tradisce il senso profondo dell’educazione e contraddice la nostra Costituzione.
La scuola non è un "luogo neutrale di addestramento", ma una comunità educante che forma coscienze critiche. Ridurre al silenzio la voce dell’insegnante significa rendere sterile l’educazione, incapace di insegnare responsabilità civile e consapevolezza storica. “Neutralizzare” la parola del docente equivale ad anestetizzare il pensiero delle nuove generazioni.
La Costituzione è chiara:
l’articolo 21 garantisce a tutti la libertà di espressione;
l’articolo 33 sancisce la libertà di insegnamento.
Anche i documenti internazionali, firmati anche dall'ltalia, lo confermano: la Dichiarazione universale dei diritti umani tutela la libertà di opinione;
la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia impone alla scuola di educare alla pace, al rispetto dei diritti umani e alla solidarietà tra i popoli.
Prendere posizione di fronte allo sterminio di migliaia di vittime civili, bambine/bambini compresi e a violazioni dei diritti umani non significa fare propaganda...è esercitare fino in fondo la missione educativa della scuola, insegnando a riconoscere le ingiustizie e a costruire pace. Gli insegnanti, nell’esercizio libero e responsabile del loro ruolo, non devono essere intimiditi, ma sostenuti, perché sono la voce della Costituzione, del diritto internazionale, dell’umanità ferita che attende giustizia.
Il silenzio, Signor Ministro, non è neutralità, ma è complicità. La scuola non può essere complice né di genocidi né di alcuna violazione dei diritti fondamentali.
Le chiedo, con rispetto ma con fermezza, di non trasformare la libertà di insegnamento in sospetto e di non chiedere agli insegnanti e alle insegnanti di rinunciare al loro compito civile. La scuola è presidio democratico, "laboratorio di coscienza" e luogo in cui la dignità di ogni vita deve venire prima di ogni ragion di Stato.
Caterina Altamore
Insegnante